Bussò alla porta.
Silenzio.
Ghignò.
Sapeva che c'erano delle persone dentro quella villa. L'odore della paura era intenso, inebriante. Sciocchi umani, credevano che non venendo ad aprire lui avrebbe desistito dal suo proposito?
Riusciva a udire i battiti accellerati di vari cuori. Era dannatamente eccitante. No,non avrebbe lasciato perdere: sarebbe entrato.
-Cos'è? Non sai neanche sfondare una porta?Ah, giusto, tu fai tutto con classe...
William era al suo fianco, irritato. Non riusciva a comprendere la filosofia di Angelus: perchè giocare con le vittime o torturarle? Non poteva semplicemente uccidere e basta? Perchè ogni volta tutte quelle storie?
Angelus lo guardò con fare superiore.
-Spike, non essere brutale come al solito... - i suoi occhi lampeggiarono malefici- c'è la piccola che dorme.
William lo fissò confusamente.
Il vampiro bruno non gli prestava attenzione, esaminava la villa con lo sguardo. Infine gettò un'occhiata d'intesa a Drusilla che annuì, estasiata.
Darla era adirata: cosa nascondevano quei due di cui lei non era a conoscenza?
-Seguimi.- disse secco Angelus a William- Ti dimostrerò che ci sono altri modi per aprire porte.
William, suo malgrado, fece come gli aveva ingiunto. Era riluttante. Angelus aveva sicuramente qualcosa in mente. Avrebbe giurato che Drusilla non fosse all'oscuro dei piani del suo sire e che lui quella notte si era recato lì per uno scopo ben preciso... e non era esattamente nutrirsi.
Rimasero a osservare Drusilla celati da un enorme cespuglio. Darla li raggiunse.
-Questa me la paghi.- bisbigliò a Angelus, guardandolo con occhi che mandavano saette.
Lui la prese per la vita e la baciò appassionatamente. William distolse lo sguardo, vagamente disgustato.
I due si erano staccati ma i loro volti erano vicini.
-Sii paziente, tesoro, è una sorpresa.- rivelò in un sussurro. Non l'aveva convinta. Probabilmente se lo era inventato in quell'istante, però Darla non replicò.Come avrebbe potuto? Lui stava studiando le sue reazioni per constatare se si fidava della sua parola. Osservò quegli occhi color nocciola a cui lei non aveva resistito quella notte di oltre un secolo fa quando l'aveva vampirizzato.
Assentì.
Angelus le sorrise, soddisfatto.
William, d'un tratto, tirò la manica dell'elegante cappotto di Angelus:
-Guarda.- accennò con la testa a Drusilla.
Le avevano aperto.
William era allibito. Che diavolo c'era sotto?
Drusilla sorrideva calorosamente alla domestica che si trovava nell'ingresso e le rivolgeva parole affettuose e di apprensione.
-Dove siete stata miss? Vi abbiamo cercata dappertutto per avvisarvi del finimondo che era in atto giù al paese... ma presto, presto, venga in casa. Quelle belve potrebbero tornare di nuovo.- si fece il segno della croce.
Drusilla entrò.
Angelus aveva un'espressione compiaciuta in volto.
Darla fece i suoi calcoli mentali e si ricordò improvvisamente che qualche giorno prima la child del suo compagno era stata assente sia nel tardo pomeriggio che la sera, e Angelus aveva sempre aggirato le sue domande per chiarificazioni piuttosto enigmaticamente. Peccato che al momento lei non ci aveva fatto caso. Era sollevata quando non doveva badare a quella pazza scatenata che con la sua insanità creava spesso problemi alla famiglia di vampiri. Scoccò uno sguardo indifferente a Angelus e mise le braccia conserte.
-Fantastico! Un ottimo sistema per entrare, però quasi quasi preferivo sfondare la porta, come suggeriva Spike, sai?
Si era spazientita.
Uscì dal nascondiglio e si diresse verso il retro della villa per cercare una sorta di entrata. Voleva concludere quella che le sembrava una grossa pagliacciata, priva di qualsiasi utilità.
Una mano le cinse la vita e l'attirò a sè, fermandola.
-Buona.- Angelus le sibilò all'orecchio- Aspetta il segnale. Fra poco arriverà.
Darla fremette di rabbia. Perchè le dava ogni volta comandi e aveva il controllo della situazione che a lei, invece, sfuggiva? LEI che era il suo sire? Da quando le loro posizioni si erano invertite irrevocabilmente?
Fissò cupamente le finestre buie della villa.
Allora, questo segnale maledetto?
-Oh, cara,come sei riuscita a cavartela?- chiese apprensiva una donna che aveva i capelli ricci biondo cenere e che doveva essere la padrona di casa.
-Cavarmela? Non so di cosa stia parlando, Missis Ferguson.- glissò, rivolgendo alla giovane signora un sorriso genuino, con una strana luce negli occhi violacei.
-Evidentemente non sei scesa in paese, anche se mi domando dove tu sia stata l'intero giorno... ma mi rallegro per...
Fu interrotta da una voce maschile:
-Tsk, ci scommetto che li ha massacrati lei.
Missis Ferguson si girò verso il marito, alterata.
-Insomma Jack, sei proprio sgarbato. La signorina Drusilla qui...
-Che ne sai, Jane? In fondo è solo una matta.- fece acido.
-Jack!- lo riprese la signora, infuriata.
Drusilla non gli diede peso. Era abituata al disprezzo, o almeno in vita sicuro. Soltanto che adesso c'era una sottile differenza: non era più sottomessa e incapace di reagire, ora era una predatrice, era lei che aveva il dominio della situazione. L'avrebbe sbranato come un leone quell'umano sospettoso,però la sua mente, al momento lucida, le ricordò che si era divertita con loro per una settimana per uno scopo ben determinato.
Inclinò leggermente il capo.
-Come sta la neonata?
La donna le riservò un sorriso di gratitudine per averglielo chiesto.
-Bene, sta dormendo.
Prese la vampira per mano, rabbrividendo per la sua pelle gelida, e la condusse verso la culla dove riposava la creaturina.
Drusilla rimanè a fissarla intensamente per un lungo lasso di tempo.
-Ehm... signorina Drusilla, che ne dice di sbirciare nel suo futuro attraverso le sue carte?
Mister Ferguson sbuffò, nervoso.
La mora annuì. I suoi occhi mandavano scintille, malvagi, simili a tizzoni che bruciavano nel buio.
-Margareth, tesoro, accendi qualche candela.
-Aspetta, potrebbero essere...- obiettò il marito, preoccupato.
-Oh, suvvia, sono candele, chi vuoi che le veda!- fece risentita.
L'uomo aveva ancora un'espressione corrucciata.
-Hmf,e va bene: una.
La luce della candela produceva un singolare gioco di luci sulle pareti. Intanto, Drusilla, con estrema rapidità, già aveva disposto le carte e le stava scoprendo. La morte, la luna e la torre.
-Interessante.- la vampira si passò la lingua sui denti, guardando la vulnerabile Missis Ferguson. La donna sentì istintivamente che qualcosa non andava ma era troppo tardi.
-Cosa significa?- domandò mordendosi il labbro inferiore. Non le piaceva affatto la maniera in cui la stava puntando Drusilla.
-Questo.- sussurrò. Il suo bel volto si sfigurò e con un orribile ghigno mostrò i denti affilati.
La donna strillò. Rovesciò il tavolo sulla demonessa allontanandosi da lei. Drusilla riuscì a scansarsi. Vide le carte per terra, mezze bruciacchiate dal fuoco della candela.
-Brava. Mi hai dato un valido motivo per scuoiarti viva.- disse inferocita.
-Oooooooooh, amore, noi non siamo così brutali. Devo farle i miei complimenti signora: gran segnale.
Angelus stava sotto l'arco della porta della stanza, con un sorriso derisorio stampato sulla sua faccia demoniaca.
Missis Ferguson indietreggiò fino alla culla della neonata e velocemente la prese tra le braccia, protettiva. Non avrebbe permesso a nessuno di toccarle con un solo dito la sua amata figlia.
-Io mi fidavo di te.- confessò a Drusilla con una voce leggermente tremante per la paura.
Angelus rise.
-Fidarti di una che non ha sanità mentale? Allora sei più folle di lei!!!- avanzava, evidentemente non aveva tanta pazienza adesso.
Mr Ferguson gli si parò coraggiosamente davanti.
-La prego ...signore, risparmi mia moglie e mia figlia. Ammazzi me, piuttosto.
Angelus scosse la testa, sembrava che stesse parlando con un bambino ingenuo che non capiva.
Gli mise una mano sulla spalla. L'uomo sobbalzò al contatto, percepì la sua morsa d'acciaio che gli impediva ogni movimento.
-Vedi, io stasera non ho voglia di mangiare. Quindi-dietro di lui apparvero Darla e William -credo che IO ti lascerò stare.
Lo buttò a terra.
Si avvicinò a Jane Ferguson. Riprese per un istante la sua faccia normale. Le accarezzò il viso.
-Uccidetelo.- ordinò senza emozioni.
Un urlo, poi niente.
Prese una ciocca bionda dei suoi capelli ricci. Era bella, affascinante...ma era d'intralcio.
-Peccato che tu sia un problema per me.- le sussurrò-Prometto che non sarà doloroso.
La donna ansimava per il terrore e aveva il cuore che andava a mille. Angelus le sorrise. Un sorriso anomalo per un vampiro, pareva...dolce.
La baciò. Profondamente. Un grido soffocato. Un liquido vermiglio sgorgò dalle labbra di lei. Quando ormai Angelus pensava di averla finita, Missis Ferguson lo spinse con tutte le forze rimastele verso le numerose finestre della camera.
-Non ti darò mai mia figlia.
Il suono di un collo spezzato.
-Donne! -esclamò William, stizzito.La madre della neonata cadde con un tonfo sul pavimento, morta.
-Ueeeeeee'!!!
Drusilla raccolse il piccolo fagottino riverso al suolo.
-Shh,shh,shh!-guardò il suo sire, seria-Ci conviene sbrigarci.
Angelus assentì. Drusilla adagiò la bambina nella culla.
-Voi due, venite qui.- e riferendosi a William- La prossima volta se non te lo dico, NON INTERVENIRE.-comandò, gelido.
-Ehi, pensavo di farti un favore...
-Vuoi farmi un favore? NON pensare.
William ringhiò, pronto all'attacco.
-Smettetela. Amore,cosa significa questo?- Darla indicò la bambina.
-Già, infatti,una lattante...possibile che bisogni agitarsi in questo modo per ammazzarla?
-William, amico mio, chiudi quella bocca.-e così,dicendo,afferrò il polso di Darla con delicatezza e se lo portò alle labbra.
La morse.
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