Cross-over con Jarod il Camaleonte (o se preferite The Pretender), i fatti sono seguiti fedelmente fino alla fine della quarta stagione (escluso il ritrovamento del fratello di Jarod e Miss Parker che non è avvenuto…). Per seguire la storia non è comunque necessario aver seguito questo telefilm…
U.S.A. Da qualche parte lungo la costa occidentale.
La donna bruna si muoveva con cautela, la pistola puntata davanti a sé. Uscita dal retro di casa sua, appena certa che qualcuno sorvegliava la villetta dal fondo della strada, sfruttando la sua conoscenza dei dintorni, si era allontanata, invisibile all’osservatore. Non le piaceva affatto che gente sconosciuta arrivasse e la mettesse sotto vigilanza.
Non le sarebbe piaciuto in un giorno qualunque, in questo, era proprio un errore da non commettere. Tanto peggio per chiunque fosse. Avrebbe subito le conseguenze delle sue azioni e il suo sfogo.
Era furibonda ma ancora lucida. Non le sembrava giusto.
Prima di quella telefonata, ieri sera, andava tutto bene, tutto era come sempre. Poi, una sola, singola, chiamata le aveva stravolto la vita, di nuovo. Aveva passato al notte in bianco, pensando, bevendo, ricordando. Poi, sfinita si era addormentata per qualche ora. Affacciarsi alla finestra era stata una delle prime cose che aveva fatto appena sveglia. Era diventata sospettosa, quasi paranoica, lo sapeva, ma con la vita che conduceva era una scelta obbligata.
Stava compiendo un ampio giro parabolico per evitare che chi la stava spiando si accorgesse della sua contromossa e si preparasse a riceverla. Lo sconosciuto aveva parcheggiato una berlina grigia piuttosto anonima sul ciglio della strada, non si era mosso da dentro l’abitacolo da oltre tre ore, da quando era arrivato, solo una vaga ombra sul parabrezza ne segnalava la presenza all’interno dell’auto.
La donna, muovendosi silenziosamente si avvicinò facendo attenzione a non pestare foglie e ramoscelli creando rumore sufficiente a farla scoprire. Si stava accostando lateralmente al veicolo, in modo da non apparire in nessuno degli specchietti del conducente.
Con un ultimo passo, scattò per arrivare improvvisamente all’altezza del finestrino anteriore, apparendo inaspettata nel campo visivo di lui, immobilizzandosi per tenere sotto tiro lo sconosciuto. Le gambe leggermente flesse, le braccia ben tese davanti a sé, gli occhi alla ricerca dello sconosciuto. Era certa di coglierlo di sorpresa.
Sbagliava.
La sconosciuta, perché c’era una ragazza all’interno della berlina, a sua volta aveva un’arma puntata contro di lei. Si era formata una situazione di stallo. La donna, imprecando tra sé per aver perso il fattore sorpresa, decise di controllare con attenzione tutta la scena. Non voleva altre sorprese.
Il finestrino della berlina, era abbassato, per cogliere anche il minimo rumore. La donna si diede della sciocca, non aveva pensato ad una possibilità del genere, mossa astuta da parte dell’avversaria. Eppure la bruna era certa di essersi mossa senza produrre alcun suono udibile ad orecchio umano. Doveva aver pur fatto qualche errore, però, forse un riflesso su un vetro od altro. Come aveva ipotizzato c’era una sola persona nella macchina e il fatto che non fosse scesa indicava che si era accorta di lei da pochissimo. Non aveva avuto tempo per preparasi in altro modo. Non era poi in una situazione così svantaggiosa.
Represse la rabbia, il dolore dentro di sé, per lasciare il posto alla sola lucidità. Strinse un po’ più saldamente la sua Smitt&Wesson e continuò a tenere sotto tiro la sua avversaria.
La ragazza sembrava tranquilla, come se si fosse già trovata in situazioni simili. Era una professionista. Indossava occhiali da sole dalle lenti a goccia, e, da quel che poteva vedere, aveva una specie di giubbotto di pelle nero e sotto una qualche camicia, anche questa nera. “Deve essere una persona molto allegra” pensò la donna. Come lei era bruna, i capelli le ricadevano sulle spalle, sciolti.
La donna non perdeva di vista l’indice dell’altra, immobile sul grilletto, sembrava scolpito nel marmo, non un tremore. Ragazza o no, decise, al minimo movimento avrebbe sparato, non per uccidere forse, lei non era un killer, ma avrebbe sparato. Proprio la ragazza, stanca di aspettare, anche se erano passati solo pochi secondi, parlò per prima.
-Hai qualche idea per uscire da questa situazione di stallo, entrambe ancora con la loro pelle?
Sembrava che la circostanza la divertisse, una specie di sorriso ironico si era formato sulle sue labbra.
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