NOTA:Ehm...scusate la parolaccia verso la fine(non tutti i vampiri sono,uhm,raffinati! )!!!
Spike era inquieto.
Era tornato da poco da una corsa lungo la statale, intrapresa per schiarirsi la mente, e Jane non era in casa. L'ultima volta che l'aveva vista era stata quella mattina. Rideva e scherzava con lui, punzecchiandolo su una questione scottante: donne.
Si versò qualche goccia di bourbon. Non aveva intenzione di ubriacarsi, semplicemente lo aiutava a riflettere.
Eppure era convinto che qualcosa non andava o non quadrava... Possibile che fosse stato tanto stupido da non chiedere a Jane che tipo di rapporto esisteva tra lei e la setta che la inseguiva, di esigere ulteriori spiegazioni, di imporsi per una volta e farle sputare il rospo? Cosa aveva fatto, e soprattutto dove era stata e chi aveva incontrato negli ultimi ventisei anni?
Sospirò.
Certo che quella sera quel bourbon faceva proprio schifo! Scolò il bicchiere e lo appoggiò con disprezzo sul tavolino di vetro accanto al divano del salotto.
Si passò la lingua sulle labbra, pensoso.
-Da quanto sei qui?
La luce soffusa dell'unica lampada accesa nella stanza rivelò un'ombra familiare.
-Chi può dirlo? Forse un'ora o due. Mi deludi amico, la serratura della porta è piuttosto scadente. -affermò in tono sarcastico- A proposito, come va con l'anima?
L'uomo bruno aveva stampato un sorriso beffardo sul volto.
Era Angel.
-Angel, Angel, Angel... tergiversi, eh? Non vieni al punto, perchè sei qui? Per fare ammenda, riparare l'irreparabile? Signori e signore, ecco Angel che si appresta ad allestire il suo patetico show "Sono un vampiro con l'anima e sono terribilmente pentito di aver ucciso in passato"!- si alzò e gli lanciò uno sguardo eloquente- Sai che non funzionerà con lei.
-Sono affari miei.- fece schivo.
Spike rise istericamente.
-Affari tuoi? No, amico, non credo proprio. -la sua voce era cupa e bassa: stava per esplodere.
Gli sferrò un pugno in pieno viso.
-Quando l'hai creata c'ero anch'io! Sono un vampiro, porca miseria, non un vecchio rimbecillito! Tsk!- ora lo squadrava con astio- Ma tanto tu agisci come meglio ti pare, Angelus o Angel che sia. Non hai il diritto di entrare nuovamente senza preavviso nella sua "specie" di vita e dopo uscirtene tranquillamente, lasciandola da sola!
Spike era livido di rabbia.
Angel si pulì il sangue sulla bocca.
-E non fare il finto tonto con me, almeno!- lo afferrò per il colletto della camicia e gli sibilò all'orecchio- Noi conviviamo con il nostro demone in maniera simile a Jane,negalo se hai il coraggio.
Angel lo spinse contro il divano, spazientito e irritato.
-Dov'è lei?
Erano troppi. Minimo una ventina.
Dannazione! Questa non ci voleva!
Diede freneticamente una scorta in giro, per constatare se erano presenti probabili vie di fuga.
Niente.
Era tutto sbarrato da quegli idioti. Non sarebbe mai riuscita ad affrontarli, se non uno per uno. Questo equivaleva ad essere spacciata, anzi spacciate. Si girò verso Dawn, le prese la mano e l'aiutò a sollevarsi in piedi. Non le restava che usare l'unica arma a sua disposizione in quel momento: la magia.
-Hai mai fatto un incantesimo?
-Eh? N-no...
-Imparerai.
Le strinse con maggior intensità la mano e incominciò a sussurrare una litania in una lingua che Dawn non sapeva.Può darsi greco antico? Il tono di voce di Jane aumentò di volume e piccole scariche blu furono prodotte dall'unione delle loro mani. Dawn percepì la sua energia che veniva "succhiata" da Jane. Ma che...?Adesso Dawn non avvertiva nulla. Era finito?
Jane le sorrise rassicurante e guardò strafottente i demoni intorno a lei.
-Accomodatevi, signori.
Dawn notò che i suoi occhi erano sanguigni e i canini erano ritornati aguzzi.
Gli esseri infernali si gettarono all'assalto.
Jane rise soddisfatta.
Aprì la mano sinistra ,con cui aveva tenuto quella della sua amica, e da essa scaturirono potenti scariche elettriche azzurrognole. I demoni caddero al suolo, tramortiti.
Pareva che non si muovessero.
-Corri.- comandò Jane.
Dawn si stupì.
-Cosa ...perchè?
-E' stato facile, non mi fido. Corri, corri fino a che non arrivi a casa: chiuditi dentro e sarai salva.
-E tu?
Jane la osservò con occhi quasi tristi.
-Tenterò di cavarmela, come sempre. Vai!
I demoni non si rianimavano.
Dawn iniziò a correre ...TUMP!Chi diavolo...?
Alzò lentamente la testa per focalizzare contro chi aveva sbattuto. Quello si scoprì il cappuccio: un vampiro. No, una moltitudine di vampiri! O-Oh...
-Jaaaaane- si lamentò Dawn, terrorizzata.
Il vampiro stava per chinarsi rapidamente su Dawn, però Jane fece in tempo a piantargli un paletto nel cuore. Nel frattempo che quello si riduceva in cenere, e già si udivano le urla di vendetta dei suoi compagni, strillò:
-Continua a correre e non fermarti!!!
Non c'era nulla da discutere. Dawn, pur con riluttanza, scavalcò velocemente il cancello in ferro battuto e scappò sulla strada.
-Brutta troia di un semivampiro! Come ti sei permessa di accedere alla nostra setta?Ti ammezzeremo. Mark ne sarà contento!- esclamò un succhiasangue particolarmente esaltato.
-Ne dubito.- rispose Jane ferma e con un sorrisetto di scherno.
Incominciarono a sferrarsi pugni e calci.
I vampiri non sono leali per natura: gli altri, invece di rimanere buoni a guardare il loro compagno, si avventarono insieme su Jane mentre era occupata a combattere con lui. La stavano sopraffacendo. Jane cercava di difendersi, ma la disparità di numero era rilevante.
D'un tratto sentì un ruggito.
In un istante tutti i vampiri che l'accerchiavano si erano allontanati da lei per lottare contro un nuovo avversario.
Improvvisamente lo vide.
Il volto della caccia, quegli occhi paglierino con venature nere, la bocca contratta,concentrata nel combattimento. Serio e, a quanto sembrava, furibondo.
Aveva uno strano groppo in gola.
Angelus?
Ansimava.
Aveva sprecato molte delle sue forze per salvarla.
Polverizzò l'ultimo vampiro. Si pulì i pantaloni e, finalmente, posò lo sguardo su di lei.
La sua ipotetica figlia.
La bambina che non aveva avuto l'opportunità di conoscere a fondo.
L'essere cui Angelus aveva ferito e provocato più male, era lì che lo osservava con odio non nascosto.
Un bagliore argenteo nelle tenebre. Aveva all'anulare un claddagh.
Il suo claddagh.
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