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Capitolo 3

August 10 2004 at 11:22 AM
marirana  (Login marirana)


Response to [Buffy/Angel, AU, PG-13, Romance] La scelta dell'anima *Disclaimer*

 
Capitolo 3

Spike stava guardando un video alla tele, mentre aspettava che Angel rientrasse dalla riunione.
Si sentiva abbastanza a pezzi, quel pomeriggio, ma per fortuna aveva qualche giorno libero da dedicare a se stesso, alla musica, e al dormire.
Lo studio dell’amico era molto grande e luminoso.
Ampie finestre spingevano dentro fasci di luce a cono, e lo spettacolo fuori era piuttosto suggestivo: si vedevano Manhattan e i suoi grattacieli bagnati dal sole che ormai andava verso ovest.
<< Scusami se ti ho fatto aspettare, Spike>>,
esclamò Angel, entrando nella stanza.
Si vedeva che era leggermente alterato. Quel processo per omicidio lo stava assorbendo completamente, e sicuramente anche lui aveva bisogno di ricarburare le energie.
<< Figurati amico, non hai bisogno di scusarti. >>
- sorrise il procuratore di rimando –
<< Sembra proprio che tu abbia bisogno di una pausa, Angel.
Voglio dire…posso capirti. Sono a pezzi anche io.
Sono così stanco che dormirei volentieri per un mese, e di certo queste tre notti a folleggiare col mio gruppo non mi hanno aiutato…ma è pur vero che la musica mi fa sentire vivo, e non potrei mai rinunciarci>>.
<< Spike, tu sei un musicista. Il tuo vero hobby è fare il procuratore, non viceversa>>
- rispose Angel, che nel frattempo si stava versando dell’acqua -
<< posso offrirti qualcosa?>>
Spike si massaggiò il mento, poi si girò e lo fissò a lungo negli occhi:
<< In effetti si, amico.
Potresti ad esempio spiegarmi il tuo comportamento dell’altra sera, perché credo proprio che mi sia sfuggito qualcosa.
Ci siamo sentiti al telefono in questi due giorni, ma preferivo chiedertelo di persona>>.
L’avvocato passò una mano tra i capelli scuri, poi si allentò il nodo della cravatta:
<< Non capisco a cosa ti riferisci>>.
<< Andiamo Angel, lo sai bene.
Ho invitato Buffy e i suoi amici e tu mi sembravi piuttosto contento di questa cosa.
Poi, quella sera, te ne sei stato in disparte, prima con Darla, e poi seduto sul divanetto senza proferire parola, in entrambi i casi con un musone lungo un chilometro>>.
<< Ma io non ero contento di nulla! Cioè, voglio dire…Buffy è simpatica, una ragazza a modo, ma non è che il fatto che tu l’abbia invitata sia una cosa che mi riguardava>>,
Angel aveva dato le spalle a Spike, e stava guardando fuori dalla finestra.
<< Angel…stai parlando con me…sono io, Spike!
Siamo amici da una vita. Per piacere non mentirmi, ti conosco fin troppo bene e so che quella sera c’era qualcosa che non andava.
Quando siamo stati a pranzo con lei, non hai fatto altro che guardarla e scherzare, ed ehi amico…quello si chiamava flirtare!>>.
Angel si girò di scatto:
<< Ma cosa stai dicendo? Flirtare? Dimentichi forse che io sto con Darla…e poi…poi Buffy è felicemente fidanzata.
Non so se te ne sei accorto, amico, ma quel Riley è il suo uomo!>>
<< Quel Riley è il suo uomo! Ma certo!!! Ecco qual’ è il problema!
Ecco perché il tuo muso toccava terra…in effetti lo sapevo già.
Volevo solo sentirtelo dire>>
Un sospiro profondo riecheggiò nella stanza:
<< Tu sei proprio fuori di testa…ripeto, non so di cosa tu stia parlando e poi io sono…>>
<< fidanzato con Darla, ho capito! Lo so.
Non c’è bisogno che me lo ripeti ancora, si da il caso che io debba essere il testimone di queste nozze, se mai ci saranno>>
- Angel aggrottò le sopracciglia in un’espressione di rimprovero –
<< Ok, va bene, ci saranno, ma lasciami sognare ogni tanto!
Sai bene che non gioisco per questo.
Il mio migliore amico si lega per tutta la vita a una donna che non ama e io non posso essere felice, non posso proprio.
Sta zitto per piacere! Fammi finire.
Ti conosco forse anche meglio di te stesso, e so che tu con Buffy eri diverso.
C’era qualcosa nel tuo atteggiamento che mi era fin troppo chiara.
Non sei il tipo che flirta e si perde in sorrisi, sei l’immagine della serietà e del contegno.
Ma quel pomeriggio tu eri diverso!
Eri sciolto, sereno…e la guardavi in un modo!!!
Poi al locale eri così nero che ti si poteva leggere la parola gelosia marchiata sul tuo volto come il gesso bianco in una lavagna.
E devo dire in tutta onestà, amico, che anche lei ti seguiva a ruota>>.
Angel in due passi fu d’avanti a lui:
<< Che significa? Che vuol dire che lei mi seguiva a ruota? Tu, tu pensi che lei fosse gelosa di me?
Cioè…lei era lì con Riley, mano nella mano, hanno ballato abbracciati, lui la accarezzava, le spostava i capelli…non penso che lei possa…>>
<< Perfetto Angel, adesso fai una pausa e respira.
Sei proprio cotto, e di brutto. Disperavo di vederti così ormai.
Ora vedi di finirla di negare, perché se tu non ti sei ascoltato un attimo fa…io l’ho fatto.
Buffy non ha fatto altro che guardare te, per tutta la sera.
Molte volte ho visto la sua espressione, che in effetti potrebbe essere definita quasi triste, quando Darla ti baciava o ti accarezzava…tu non gli sei indifferente.
Certo, è vero che sta con un altro, e anche tu, ma questo può non significare nulla.
Magari, molto spesso, ci si accontenta di stare con qualcuno solo perché la solitudine ci fa paura…
Noi non sappiamo niente di lei, ma di te una cosa la so: tu non ami Darla>>,
e così dicendo si lasciò cadere sul divano, proprio di fronte alla poltrona in cui si era seduto il suo amico, appena un attimo prima.
<< Ho sentito qualcosa di…, non lo so, è vero.
Lei è così…così dolce…sembra una bambina ingenua, ti sorride e ti parla come se tu fossi la persona migliore di questo mondo, e ha la capacità di farti sentire tale.
E’ strano.
Quando l’ho incontrata quella mattina, e Lilah l’ha aggredita, l’unica cosa che volevo fare era proteggerla.
Voglio dire, non la conosco…non so niente di lei…ma poi al ristorante lei era così trasparente…il lavoro, la sorella che sta per finire il liceo…forse quelle ore sono volate troppo in fretta, o forse mi sono fatto suggestionare, non lo so.
Tu eri là, tu c’eri!
Hai visto che particolare creatura sia questa giovane donna…forse sarà perché siamo cresciuti in ambienti completamente diversi, ma lei mi sembra migliore di tanti altri che ho conosciuto e che non stimo.
Poi l’ho sognata…io non ricordo mai i sogni al mattino, ma in questi giorni mi capita di svegliarmi e di pensare a lei, e non so se sia perché davvero l’ho sognata o perché il mio primo pensiero da sveglio verta su di lei, così da confondere tutto.
Quando comincia a discutere velocemente, le sue mani si muovono e si portano sui capelli, il colore dell’ambra Spike!
E hai visto i suoi occhi?
Non è perché sono verdi…sono…sono grandi Spike!
Quando ti osservano sembra che tu possa vedere dentro.
Cioè io…potrei perdermi a guardarla per ore…ecco, ecco cos’è: è bella!>>
<< E’ peggio di quanto pensassi amico, molto peggio!>>
- urlò Spike alzandosi di botto e facendo trasalire l’amico –
<< il tuo è amore a prima vista>>
<< Amore mi sembra una parola troppo grande.
Te l’ho già detto, è bella…è diversa dalle donne così piene di sé che ho frequentato…tutto qua.
Piace ai miei occhi…può capitare…ma non sono innamorato, e non lo sarò mai.
Sei tu il sognatore tra i due, Spike.
Sei tu che hai amato Drusilla e sei rimasto ferito.
Io non posso e non voglio esserlo>>,
concluse Angel, spegnendo il televisore.




<< Ciao rossa!>>
<< Spike?! Ma, ma che ci fai qui?>>,
esclamò Willow, quasi gridando, alla vista del ragazzo appoggiato ad un albero, proprio di fronte all’uscita del suo posto di lavoro.
<< Sono venuto a prenderti, è ovvio! Ti va un caffè?>>
- rispose lui, come se quella fosse la cosa più normale che avesse fatto, e soprattutto come se non fosse la prima volta –
<< pensavo fossi più contenta di vedermi.
Mi hai detto tu dove lavori, ricordi?
Allora ho pensato: “perché non andare a prendere la rossa e magari invitarla per la notte di Capodanno?”>>
<< Hai, hai pensato questo?>>
- la ragazza era arrossita pericolosamente e non riusciva a formulare una frase di senso compiuto che fosse più lunga di tre parole –
<< Grazie, io…voglio dire…sono perplessa!>>
Perplessa in effetti non era il termine corretto.
Avrebbe voluto dirgli che era felice, felice per la sorpresa, felice per l’invito, felice per il caffè…felice di rivederlo.
<< Perplessa? Speravo fossi felice, ma posso accontentarmi, per ora…>>
- continuò Spike, aprendo la portiera dell’auto e facendola accomodare –
<< e la prossima volta, sia chiaro, voglio vederti col camice bianco…>>.
Il bar era veramente molto carino.
Willow prese un gelato alla fragola che si intonava abbastanza bene con la sua faccia, visto che il rossore non era ancora sparito del tutto.
Spike la guardava e sorrideva: questa donna era proprio una forza, un misto di simpatia, fascino e unicità.
Le parlò del ricevimento nella sua villa sulla spiaggia a Long Island.
Era tradizione per lui occupare la casa dei suoi per il 31 Dicembre di ogni anno, e visto che si erano trovati bene quella sera, avrebbe avuto piacere a festeggiare anche con loro.
<< Riley non ci sarà, ma sono sicura che Buffy sarà felice di accettare. Non siamo mai stati a Long Island!>>,
proruppe Wil, sorseggiando dell’acqua.
<< E come mai Riley non c’è?>>,
chiese Spike, fingendo noncuranza.
<< Le vacanze le passa nell’Iowa, con i suoi, tutti gli anni.
Senti Spike…noi, ecco, noi tutti ci riuniamo da Buffy per il pranzo di Natale ogni anno, è tradizione.
Ti direi di venire anche la sera della vigilia, ma mi rendo conto che quella la si vuol passare con i propri cari.
Tu ed Angel, e beh, anche Darla certo, potreste venire l’indomani, perché noi siamo ancora lì insieme a cucinare e a passare la giornata.
Sono sicura che anche a Buffy, e agli altri, farebbe un immenso piacere>>,
la ragazza aveva parlato così velocemente che le si era seccata la gola.
<< Verrò molto volentieri, e verrà anche Angel, ne sono sicuro. Farà molto piacere anche a lui>>,
rispose Spike, regalando all’amica un ampio sorriso.

 
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