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Capitolo 5

August 10 2004 at 11:24 AM
marirana  (Login marirana)


Response to [Buffy/Angel, AU, PG-13, Romance] La scelta dell'anima *Disclaimer*

 
Capitolo 5

Passare le feste a Long Island era davvero il massimo.
Spike era stato così gentile ad invitare anche Dawn e il signor Giles!
Ovviamente i due non erano partiti.
Dawn aveva il suo ragazzo, e voleva passare la prima notte dell’anno con lui, mentre il signor Giles avrebbe visto la sorella, che era arrivata dall’Inghilterra qualche giorno prima.
La villa era enorme, non avevano mai visto niente del genere.
Le porte-finestre al piano terra davano l’impressione che il pavimento si confondesse con la sabbia dorata, e la luce filtrava in tutta la sua potenza, sbattendo sui divani bianchi e il mobilio argentato, dall’inconfondibile stile hi-tech.
Willow era felice.
Poter vedere un altro pezzettino del mondo di Spike gli permetteva di intrufolarsi nella sua vita una volta ancora, anche se in effetti in quella casa mancava l’essenza stessa dell’amico.
Spike era procuratore di giorno e musicista di notte, intrepido nell’aula di tribunale e magnetico sul palco.
Spike era tutte queste cose, ma non era di certo un ragazzo viziato che dava potere al denaro.
Era nato ricco, ma non ne era schiavo.
Non lo sentiva da qualche giorno; inspiegabilmente aveva chiamato Buffy per sapere del loro arrivo, non lei.
Questo era strano.
Da quando lo aveva conosciuto, non era passato un giorno senza che l’avesse cercata, al telefono o al lavoro…ma dopo il pranzo natalizio qualcosa era cambiato.
Era passata una settimana e non un segnale, niente di niente.
Wil avrebbe ovviamente potuto fare il primo passo, vedere cosa c’era che non andava, cercarlo…ma una donna ha il suo orgoglio, specie nella fase iniziale.
Ha bisogno di essere al centro dell’attenzione dell’uomo, ha bisogno che sia lui a fare la prima mossa.
Tuttavia, dopo un inizio abbastanza promettente, Spike si era dissolto, lasciandola a snervarsi nel dubbio.
In ogni caso adesso era nella casa dei suoi, e avrebbe trascorso qualche giorno godendo della sua compagnia.
Poteva mettere da parte tutti i mille pensieri che si erano affollati nella testa in quei giorni, doveva solo divertirsi, e stare a guardare.
Angel le stava aiutando a sistemare i bagagli nelle loro stanze.
Cordelia avrebbe dormito con Xander, naturalmente, e Buffy era in camera con Willow.
Il ragazzo indossava un pantalone molto informale, una semplice maglietta bianca, ed era a piedi nudi.
Buffy non era a suo agio, le sue mani sudavano, e non riusciva ad articolare un pensiero che non riguardasse quello splendido corpo messo in evidenza dalla maglia stretta, e che non lasciava spazio all’immaginazione.
Si chiese se non fosse completamente impazzita.
Lei stava avendo continui pensieri sessuali e non aveva alcun freno!
Forse accettare l’invito di Spike non era stata una buona idea.
Come pensava di riuscire a superare l’infatuazione per Angel se adesso addirittura avrebbero dormito sotto lo stesso tetto e poteva vederlo, e immaginarlo, come non avrebbe dovuto?
Sarebbero stati tre giorni molto lunghi!
<< Sarà meglio che vi lasciamo da sole.
Voi donne avete bisogno di molte, troppe ore per prepararvi, e considerato che sono le 18 e il ricevimento è alle 21, direi che siamo in “perfetto ritardo”!>>,
esclamò Spike, schiacciando l’occhio ad Angel.
<< E’ verissimo…contiamo di avervi giù con noi…diciamo per le 24?!
Dovreste arrivare in tempo per il conto alla rovescia!>>,
continuò Angel, dando un cinque all’amico.
Buffy e Willow lanciarono loro un’occhiataccia, seguita da un cuscino.
<< Spero vivamente per voi che questa non sia una dichiarazione di guerra…perché non oso nemmeno immaginare che fine potreste fare!>>,
urlò il ragazzo moro, mentre rapidamente si rifugiava in corridoio e Spike chiudeva la porta, giusto in tempo per sfuggire al secondo cuscino.
I due tenevano ben stretta la maniglia, col risultato di aver imprigionato Buffy e Willow, che frattanto minacciavano terribili vendette ridendo.
<< Si può sapere cosa state facendo?>>
- esclamò una voce piuttosto alterata che proveniva dalla fine del corridoio –
<< sono io che devo ricevere gli ospiti per te, Spike?>>,
chiese Darla, guardando Angel con uno sguardo indefinibile.
<< Ciao Drusilla, vorrei tanto poterti dire “lieto di vederti”.
Eh si, giusto, ora che ci penso…carissima Darla, non vorrei essere scortese, ma Drusilla è una tua ospite, non mia>>
- rispose Spike –
<< certo, questa è casa mia, eppure tu l’hai invitata…ma non stiamo qui a soffermarci sui cavilli>>,
e così dicendo si allontanò rapidamente.
La donna mora, accanto a Darla, lo seguì con lo sguardo:
<< Sono lieta di vedere che non ti è ancora passata, mio caro>>.
<< Dru, sei tu che devi fartela passare.
Lascialo in pace e ringrazia chi ha inventato le buone maniere, o non sarei così cortese.
E tu Darla…speravo che “le tue cose” fossero passate…ah già, dimenticavo…a te dura trenta giorni!>>,
sottolineò Angel, e in poche falcate raggiunse rapidamente l’amico, al piano di sotto.
Darla stava per rispondergli a tono, poi si ricordò che dietro quella porta bianca, proprio di fronte a lei e Drusilla, c’era qualcuno che aveva, ai suoi occhi, provocato tutto questo:
<< Lascia perdere Drusilla, non ti crucciare.
Ultimamente frequentano borghesucci da quattro soldi.
Sai com’è?! Si finisce per assorbirne le cattive abitudini>>,
e tirando l’amica per un braccio, si chiuse nella camera in fondo: dovevano prepararsi per la serata.
Buffy avrebbe voluto uscire fuori e dirgliene quattro.
Quale migliore occasione per fare dei bei disegni sul volto di quella Darla?
Willow la trattene, sospirando.
Non era proprio il caso di rovinare la serata ad Angel e Spike, non se lo meritavano.
Non era colpa di Angel se la sua ragazza era stata così maleducata e offensiva, lui non era nemmeno presente!
Buffy assentì con la testa.
Sapeva benissimo che la sua amica aveva ragione, ma lei odiava Darla già per partito preso, e il fatto di essersi resa conto che poteva detestarla non solo per gelosia, ma anche perché era ricambiata in questo sentimento, la fece sentire leggera e il senso di colpa svanì:
<< Wil, prepariamoci dai! Facciamole vedere le borghesi in tiro!>>




Beh, Spike non si era di certo risparmiato.
La sala era stupenda, in ogni suo dettaglio.
Camerieri in perfetta tenuta distribuivano tartine, vivande e champagne,
la musica era perfetta, e le porte aperte immettevano nella spiaggia completamente illuminata da mille candele.
I tre camini mandavano scintille che si rincorrevano per la stanza, e nonostante fosse l’ultimo giorno di Dicembre, per qualche magia l’ambiente era caldo e confortevole.
Angel e Spike, perfetti nel loro smoking nero, elegantissimo e impeccabile, trattenevano gli ospiti vecchi e salutavano i nuovi che via via arrivavano.
Finalmente Willow e Buffy erano pronte.
Si guardarono facendosi coraggio con lo sguardo, e si avviarono verso le scale.
Cordelia era stata pronta molto prima di loro, e stanca di aspettarle, era scesa di sotto accompagnata dal suo ragazzo.
Angel si sentì attirato da qualcosa e alzò gli occhi verso Buffy.
Lei era là e lui lo aveva sentito.
Forse il mondo si era fermato e lui stava continuando a girare.
Forse questa era una favola e lei era la fata.
Era incredibile!
Non era più lui…che pensieri erano questi?
Che incantesimo aveva fatto ai suoi occhi?
Buffy indossava un lungo abito chiaro in broccato di seta, un dorato tenue che la fasciava come un guanto.
Allacciato al collo, le lasciava completamente scoperta la schiena, e non indossava gioielli, se non gli orecchini di perle.
I capelli, liberi e morbidi, giravano su se stessi ondulando, e brillavano ancora di più del vestito.
Incapace di sillabare, si limitò a toccare il braccio di Spike, che alzò gli occhi nella stessa direzione dell’amico.
Anche Willow era bellissima.
Spike lo sapeva.
Ma questa sera, Willow stava mostrando una parte di se che Spike aveva cercato di ignorare: Wil era dannatamente sexy in quell’abito rosso fuoco, che si intonava perfettamente con la sua pelle, sposandola.
Le spalle nude non avevano nemmeno i capelli a coprirle, perché li aveva raccolti in un perfetto chignon.
Rapidamente, furono vicino a loro, porgendo il braccio e accompagnandole vicino a un gruppo di amici, dove c’erano anche Cordelia e Xan.
Un uomo piuttosto alto, affascinante, coi capelli sulle spalle, notò la seducente bionda, e si avvicinò ad Angel, per farsela presentare.
<< Lui è uno dei miei soci, Lindsay McDonald.
Lindsay, ti presento la signorina Summers, Buffy Summers, e la sua carissima amica, Willow Rosenberg>>.
L’avvocato, avvicinatosi alle ragazze, baciò loro il dorso della mano, lasciandole di stucco:
<< Incantato.
Spero che i miei due amici mi abbiano tenuto lontano da voi solo perché loro stessi godono della vostra amicizia da poco tempo>>,
e sollevandosi, posò lo sguardo su Buffy.
<< Buffy ha lavorato con me, Lindsay:
Il caso Portland; se ne occupa proprio il tuo studio>>
- rispose Spike, guardando lo sguardo rabbuiato di Angel: quel ragazzo non riusciva proprio a fingere!
Tanto valeva che dichiarasse a tutti la sua gelosia per Buffy! –
<< Angel amico, forse dovremmo accompagnare Buffy e Willow a salutare mia cugina Harmony, non l’hanno ancora conosciuta>>,
e così facendo, prese gentilmente per il braccio le due giovani donne, e si allontanò da Lindsay.
Angel lo ringraziò col pensiero.
La serata era veramente piacevole, e Spike stava ricordando alle due amiche che avevano un conto in sospeso con loro, qualcosa che ricordasse vagamente dei cuscini volanti.
Poi notò un particolare, ed ebbe un’idea:
<< Rossa, mi accompagni ai tavoli? Siamo tutti e quattro con i bicchieri vuoti>>
<< Certo, andiamo>>,
rispose la ragazza, arrossendo come sempre quando lui l’appellava così, le sembrava una cosa così intima!
Spike aveva fatto pochi passi, che improvvisamente si rigirò ed esclamò, all’indirizzo di Angel:
<< Ma sbaglio, o quell’affare sulla testa di Buffy è del vischio?>>,
e rapidamente si diresse verso i tavoli, dove Darla stava discorrendo con altri invitati.
Si accertò che non stesse guardando il suo ragazzo, soprattutto per i successivi dieci minuti.
<< Sembra che tu abbia davvero del vischio sulla testa, Buff>>,
Angel si sentiva pericolosamente scoperto.
I suoi sentimenti erano lì, in bella mostra, d’avanti a lei.
<< Si, lo credo anch’io.
Questo è proprio vischio, della famiglia dei vischi.
Apparterrà ad una sottoclasse?
Voglio dire, il vischio è una pianta che appartiene a qualche altra pianta più grande…
ok, mi sto incartando…ci vorrebbe Willow, lei è un’esperta>>,
Buffy stava praticamente delirando, e aveva parlato alla velocità della luce.
Non era più in sé e non sapeva se ridere o piangere per la stupidaggine che aveva appena detto.
<< Sembra che allora io debba rispettare la tradizione, e baciarti>>,
propose Angel, tutto d’un fiato.
La bocca della ragazza si aprì, ma non emise alcun suono.
Non ne era in grado.
Si limitò ad assentire con la testa, mentre le gambe le tremavano pericolosamente.
Angel si chinò e posò le sue labbra su quelle di lei, dolcemente.
Dio, com’erano morbide e soffici!
Rimasero bocca a bocca per un tempo che avrebbero voluto infinito, ma che invece fu troppo breve per loro.
Si guardarono a lungo, senza sapere cosa dire.
Cos’era quell’ondata di calore che avevano sentito e che li assaliva e li bramava da dentro?
Perché avevano toccato il cielo ed erano poi scesi a terra?
Quella stanza era troppo piccola per loro, li soffocava.
Quelle voci tutto intorno infastidivano le loro orecchie.
Perché il mondo non spariva e li lasciava soli?
Loro ne avevano bisogno.
Angel aveva bisogno della bocca di Buffy, e lei di quella di lui.
Avrebbero voluto approfondire un bacio che invece era rimasto a fior di labbra, e quando si erano dovuti staccare, quel bacio era ancora lì, nell’aria, dispettoso, e si prendeva gioco di loro.
Quel bacio aveva rivelato, e li rendeva nudi.
Il cuore di Buffy stava volando nel petto.
Alla ragazza parve che Angel ne potesse udire il suono, e tremò.
Questo non poteva accadere. Lei non poteva scoprirsi.
C’era il vischio e lui aveva dovuto baciarla.
Era stato Spike, in un certo senso, a costringerlo.
Era tradizione baciarsi sotto il vischio, e lei era finita lì sotto.
Angel non aveva potuto fare altro.
Il ragazzo era sconvolto quanto lei. Si sentiva un bambino indifeso…sentiva i suoi occhi puntati addosso, anche se non lo guardavano.
Ancora un attimo in quella bocca, in quel bacio, e Buffy avrebbe capito tutto.
Era un avvocato, sapeva mettere la maschera delle circostanze ogni volta che era necessario, eppure adesso non riusciva a spegnere quel fuoco!
Lui le aveva chiesto un bacio, e Buffy non aveva potuto fare altro che accettare.
Lo sapevano tutti che era tradizione baciarsi sotto l’albero.
Era stato solo un bacio…non significava niente per lei.
<< Posso rubartela per un ballo?>>,
la voce di Lindsay suonò lontana alle orecchie di Buffy ed Angel, inarticolata, morta.
<< Se a Buffy fa piacere…>>,
rispose Angel, tenendo gli occhi bassi, mentre in cuor suo pregava che la ragazza rifiutasse, che restasse lì con lui, vicina a lui, anche senza parlare…aveva un disperato bisogno di capire il perché, di capire cosa fosse quello che sentiva…e la voleva accanto.
Buffy lo guardò, ma vide che lui sfuggiva il suo sguardo.
Si vedeva che si sentiva a disagio, che voleva liberarsi di lei…forse aveva capito che lei provava qualcosa per lui e ne aveva provato fastidio:
<< Accetto molto volentieri, Lindsay>>,
e gli porse la mano, allontanandosi con lui tra la folla festante.

 
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