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Capitolo 6

August 10 2004 at 11:26 AM
marirana  (Login marirana)


Response to [Buffy/Angel, AU, PG-13, Romance] La scelta dell'anima *Disclaimer*

 
Capitolo 6

La mezzanotte era ormai vicina.
I camerieri avevano già le bottiglie in mano, pronte per essere stappate a festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
I calici rilucevano vividamente sui vassoi d’argento, mentre la folla festante si riuniva al centro dell’enorme salone, stringendosi attorno al padrone di casa.
Spike aveva l’onore di dare il via al count-down, come tutti gli anni, e da bravo ospite stava chiamando tutti in raccolta:
<< …e, signori, non devo essere sempre io a ricordarvi che dovete cercarvi una dama e baciarla a mezzanotte…in questa casa si rispettano sempre le tradizioni!>>.
Tutti applaudirono.
A quelle parole, però, più di una persona si sentì mancare, mentre la mente e gli occhi volavano nella stanza:
Willow, che era proprio accanto a lui, si chiese cosa avrebbe dovuto fare, se lui l’avrebbe baciata, o se doveva scappare e chiudersi in bagno aspettando la fine di tutto;
Buffy, che aveva appena finito di ballare con Lindsay e si trovava ancora dirimpetto al giovane e fascinoso avvocato, si domandò come si sarebbe dovuta gentilmente allontanare per non ferire l’orgoglio di nessuno, o più onestamente per non vedere Angel avvinghiato alla compagna;
Angel, infine, con Darla al braccio e ancora piuttosto turbato, accrebbe maggiormente il suo cruccio pensando che Lindsay era ancora accanto a Buffy, e non riusciva a capacitarsene.
Di certo non poteva essere lui a baciarla, questo era sicuro, ma il fatto che qualcun altro fosse lì in agguato a prendersi qualcosa che lui bramava avere, lo rendeva poco lucido e per niente a tema con il clima festante che lo circondava.
La voce di Spike suonò chiara e limpida, mentre la musica era stata abbassata leggermente e le luci si erano fatte più alte e vive:
<<…5, 4, 3, 2, 1…>>
Uno scroscio di tappi riecheggiò rimbombando, lo champagne cadeva a fiumi, e ogni volto si girava a cercare e a trovare il volto del compagno vicino, per avvolgerlo in un bacio d’augurio.
Lindsay si spostò verso la giovane compagna, mentre quest’ultima si girava in tempo per porgergli una guancia.
L’avvocato rimase perplesso per un attimo, ma poi sorrise tra sé alla furbizia e allo stile impeccabile dell’eterea bionda che si trovava di fronte.
Buffy sorrise di rimando, e dopo essersi accomiatata dal suo accompagnatore, si voltò per cercare qualcuno che non avrebbe dovuto vedere, non in quel momento:
Angel era abbracciato a Darla, e la stava baciando.
Era scontata una cosa del genere, lei lo sapeva.
Darla era la donna di Angel.
Era assolutamente normale che lui la baciasse, ma questa ovvietà non le rendeva meno cupo il dolore.
In cuor suo aveva segretamente sperato che quel sogno ad occhi aperti, vissuto poco prima quella stessa sera, assieme a lui, non fosse stato solo un sogno.
E invece era stato proprio un sogno, uno stupido sogno che aveva accresciuto in lei il bisogno di altro…
Angel, mentre baciava la sua ragazza, aveva guardato Buffy, e con sollievo aveva visto il bacio formale tra lei e Lindsay.
Non appena Buffy indirizzò il suo sguardo verso di lui, i loro occhi si incrociarono, ancora una volta.
Come punto da mille spilli, si staccò dal bacio.
La vide girarsi su se stessa e allontanarsi, disperdendosi tra la folla.
Willow stava ancora chiedendosi cosa fare, quando si avvide che una donna mora, piuttosto alta e sinuosa, proprio alle sue spalle, la stava superando per arrivare a Spike, prendere la testa del ragazzo tra le mani, e baciarlo con molta passione.
Lo shock le fece sbattere le palpebre a intermittenza, poi, come guidata da un pilota automatico, distolse lo sguardo dalle due figure che si perdevano nel bacio, e si allontanò verso Buffy, che aveva trovato posto accanto a una parete.
Chi era quella donna?
Beh, la risposta era piuttosto scontata in effetti…la domanda era un’altra: perché lei non ne sapeva nulla?
Perché Spike l’aveva illusa?
Spalancò gli occhi per permettere alle lacrime di essiccarsi al contatto con l’aria, non era certo quello il momento di dare sfoggio dei suoi inutili e ridicoli sentimenti.
Spike non l’aveva illusa.
Loro non condividevano nulla se non una simpatica amicizia.
Ah giusto, ecco cos’era per lui, un’amica, ma certo!
Avrebbe dovuto saperlo…lei era la buona e cara Willow, l’amica di tutti…anche dell’uomo che le aveva fatto perdere la testa, disdetta!
<< Buon anno, Buffy>>,
esclamò abbracciando l’amica, e senza aspettare risposta, scoppiò a piangere a dirotto.
Buffy era rimasta pietrificata.
Seduta sulla sedia rossa, e con un bicchiere in mano, teneva stretta Willow che stava piegata in due appoggiandosi alla sua spalla.
Rapidamente cercò di ordinare le idee, e dopo aver spostato leggermente l’amica per guardarla negli occhi, la sospinse fuori dal salone:
<< Will, tesoro, che succede?>>,
chiese la ragazza bionda, poggiando il calice su un tavolino da corridoio e facendo sedere l’amica abbastanza lontana dalla festa.
<< Oh Buffy, la mia solita vita!
Spike ha baciato un’altra…credo sia quella Drusilla che abbiamo sentito parlare oggi dietro la porta della nostra camera.
Adesso tutto quadra.
Lei sta con lui, è la sua donna, e io non ne sapevo nulla!>>,
rispose tra le lacrime.
<< Veramente non quadra proprio nulla.
Non mi sembra che oggi Spike fosse contento di vederla, tutt’altro!
Sei sicura che le cose siano andate così?>>
<< Sicurissima, purtroppo.
Li ho visti baciarsi con questi occhi deficienti che non vogliono smetterla di piangere>>,
e così dicendo, sorrise alla battuta.
Buffy si risollevò e sorrise anche lei:
<< Voglio dire, tesoro, che magari ci possono essere mille spiegazioni…non lo so…mille motivi…cioè…è stato lui a baciarla? O è stata lei che gli è saltata addosso?>>,
continuò Buffy, sperando davvero di trovare una spiegazione che potesse placare la sofferenza dell’amica.
<< E’ vero Buffy! E’ stata lei…lei!!!
Io, io stavo lì, come una scema, a chiedermi se dovevo fare qualcosa, a pregare che lui si girasse e mi baciasse e tutte queste scemenze, quando ad un tratto è arrivata lei e se l’è preso!!!
Non ha chiesto nemmeno il permesso, ecco…se l’è preso e basta>>
- proruppe Willow, alzandosi dalla sedia -
<< Sono la solita Willow che perde sempre il treno…avrei dovuto farlo io!>>
<< E’ vero, avresti dovuto farlo tu, ma non è nel tuo carattere.
Forse Drusilla è così, ma tu, Wil, sei speciale proprio perché sei come sei, e non devi fare qualcosa che non rispecchia il tuo modo d’essere solo per emulare qualcun altro che è più disinibito.
Sono sicura che a Spike non importa nulla di Drusilla, o almeno non più.
Non so cosa è successo tra loro, ma so che a te vuol bene, che tu gli piaci.
Forse, però, è un Willow in pantaloni che non sa decidersi e non sa fare la prima mossa>>.
Willow rise di gusto, e abbracciando Buffy ancora una volta, la ringraziò dal profondo del cuore.




Era tardissimo, o molto presto.
Fuori albeggiava.
Il cielo, prima nero e puntellato di stelle, si era via via andato schiarendo, passando attraverso mille tonalità di blu, ed ora colorava il mare di un tenue giallo aranciato, lucentissimo.
Il cicaleccio dell’immensa villa andava diminuendo, mentre Spike accompagnava gli ospiti all’uscita, ringraziandoli e ricevendo a sua volta i complimenti per la superba serata che aveva loro regalato.
Buffy gli faceva compagnia, silenziosa e cupa, mentre Willow si teneva in disparte assieme a Xander e Cordelia.
Quest’ultima si era seduta su un divano bianchissimo e candido, di fronte a uno dei camini, e si lamentava per i tacchi alti che le martoriavano i piedi.
Angel stava salutando Lilah Morgan.
La donna aveva indossato la giacca aiutata da Lindsay, suo collega di lavoro, nonché amante sporadico, quando entrambi sentivano che la solitudine si era fatta così pesante da non poter più essere sopportata:
<< Angel, devi poi spiegarmi cosa ci trovate di interessante nella signorina Summers.
Io la trovo così insipida e scialba da credere che persino quell’insulsa Willow sia migliore di lei.
Ma il nostro signor McDonald qui accanto non ha fatto altro che tessere le sue lodi tutta la sera, ed essendo una donna, sono curiosa di capire il punto di vista maschile>>.
<< Il tuo commento mi lascia pensare due cose, Lilah:
che tu sei così gelosa di Lindsay da non renderti nemmeno conto di dichiararglielo apertamente, e che invidi così tanto Buffy per essere quella che è, e per ispirare quello che ispira, da non poter far altro che insultarla.
La prima differenza tra te e Buffy, è che lei non ti nomina nemmeno>>,
esclamò Angel, con voce sdegnata.
Il suo sguardo era freddo, e la guardava quasi con pena.
L’avvocato Morgan rimase spiazzata, non si aspettava di certo una risposta del genero, e il suo volto divenne quasi paonazzo dalla collera:
<< Lindsay, direi che possiamo andare, se per te va bene.
Ti aspetto in macchina.
Buon anno, Angel>>,
e così dicendo, uscì di fretta, salutando solo Spike alla porta, e ignorando volutamente Buffy, per l’ennesima volta.
Lindsay fece un ghigno compiaciuto verso Angel:
<< Collega carissimo, concordo sul secondo punto ma devo ampiamente dissentire sul primo: non è di me che è gelosa, Angel.
Pensavo che ormai lo avessi capito.
Non voglio mancare di eleganza, ma Lilah con me fa solo del sesso, e lo fa per dimenticare l’oggetto reale delle sue attenzioni: tu.
In ogni caso, la signorina Summers è veramente splendida; Lilah non avrà mai la classe e lo splendore che la irradiano, e che, a quanto pare, entrambi abbiamo notato.
Però tu sei un uomo giusto, Angel, e sei un uomo giusto che tra poco si unirà in matrimonio con la figlia del nostro socio maggioritario.
Io, invece, non lo sono, e più di ogni altra cosa, sono libero>>,
pronunciate queste ultime parole, il ghigno si fece più forte.
Porse la mano all’avvocato Malahide, e non avendo ricevuto risposta alcuna, si diresse da Buffy e Spike, per poi sparire verso l’automobile.




Buffy si era spogliata velocemente e si era subito messa sotto le coperte.
Sentiva un freddo terribile, eppure la stanza era caldissima.
Era il suo cuore a sentirlo.
Soffriva.
Era incompleto.
Forse un pezzettino si era staccato, silenzioso, ed era andato per la sua strada, da qualche parte, ma lei non voleva sapere.
Una muta e sorda incoscienza era meglio di una dolorosa e vuota consapevolezza.
Quella sera aveva visto abbastanza. Adesso doveva assorbire il colpo.
Angel era in una qualche stanza della villa con Darla, dentro allo stesso letto, e lei aveva solo il disperato desiderio di addormentarsi, e subito.
Willow era andata a vedere la camera di Xander e Cordelia perché quest’ultima aveva insistito così tanto da non potersi tirare indietro.
Buffy, per sua fortuna, con la scusa di essere stanca, si era dileguata in fretta, mentre a lei era toccato accontentare l’amica.
In fondo, però, in questo modo poteva distrarsi dal tarlo Spike, e Cordelia e Xander sapevano farla ridere sempre, regalandole il buon umore con le loro battute e le varie frecciatine che si lanciavano.
<< Buonanotte, a domani…che in effetti è oggi>>,
salutò la ragazza, sorridendo, e chiudendosi la porta alle spalle.
<< Rossa, ancora in giro a quest’ora? Credevo dormissi!
Non te lo ha detto il papà che a quest’ora le bimbe dormono?>>,
esclamò Spike, all’improvviso.
Il giovane musicista era uscito dalla sua camera perché si sentiva la gola secca.
Aveva bevuto troppo champagne forse, e quel che gli ci voleva ora era una buona tazza di the, per sciogliere il problema.
Willow si voltò di scatto, con la bocca in un’espressione di sconcerto…non si aspettava di vederlo lì, non era preparata.
Lo aveva visto tra le braccia di quella donna, quando invece avrebbe voluto essere lei quella che lo baciava, che gli accarezzava i capelli.
Aveva provato una profonda gelosia e una cocente delusione al tempo stesso.
Avrebbe voluto del tempo per mettere ordine ai pensieri e per capire come avrebbe dovuto comportarsi, ma adesso era lì, di fronte a lui, e doveva pur dire qualcosa:
<< Forse non te ne sei accorto Spike, ma sono una bambina piuttosto cresciuta…e quindi vado a letto quando voglio>>,
il tono risultò più sgradevole di quanto lei stessa avesse voluto.
<< Ehi, come siamo acidine!
Lo so che non sei una bambina, lo so bene>>
- il tono di Spike, invece, era diventato una dolce nenia, che aveva l’effetto di cullarla -
<< Non ho ancora avuto modo di dirtelo, ma questa sera sei particolarmente bella, Will>>,
la guardava rapito, Willow era veramente bellissima per lui, e così dannatamente sexy con quell’abito rosso scarlatto che accendeva il suo viso e risaltava il suo corpo slanciato e asciutto.
La ragazza si sentì avvampare, come se una fiamma fosse proprio lì, sopra di lei, e la investisse in pieno: aveva desiderato così tanto che lui la vedesse bella!
Ed ora, lì, in mezzo al corridoio, nella penombra, Spike glielo stava dicendo!
Willow si avvicinò a lui, senza pensare, e lo baciò.
Un bacio ardente, caldo, sinuoso, tentatore.
La testa di Spike vorticò, non era l’alcool…era lei!
Mentre i respiri si facevano più affannati e corti, la ragazza pensò una volta di troppo, e si ritrasse:
<< Scusa, scusami…io, io…mi vergogno, non so cosa mi sia preso…scusami. Devo andare>>,
e senza aspettare risposta, girò su se stessa, cercando di guadagnare la maniglia della sua camera.
La mano di Spike si posò su quella di lei, dolcemente, bloccandola.
Poi, piano piano, percosse il braccio nudo, in una carezza, per arrivare alle spalle, dove si aprì completamente, massaggiandole.
Willow gli dava ancora la schiena, ma aveva leggermente inclinato la testa, porgendogli il collo in una posa invitante.
Le labbra del ragazzo si posarono sull’offerta, e si schiusero, succhiando dolcemente e assaporando il gusto di lei.
La lingua tracciò un disegno lungo l’arco, per arrivare poi all’orecchio scoperto.
Un brivido di piacere percorse la schiena di lei, che si arcuò e ruotò, mettendoli uno di fronte all’altra.
Le bocche si trovarono di nuovo, più calde e bisognose di prima, e mentre le loro mani si scoprivano, e i vestiti li rendevano impazienti e febbrili, Spike la sollevò da terra, come una piuma, e la portò nella sua stanza.
Fuori il sole era nato.

 
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