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Capitolo 8

August 10 2004 at 11:29 AM
marirana  (Login marirana)


Response to [Buffy/Angel, AU, PG-13, Romance] La scelta dell'anima *Disclaimer*

 
Capitolo 8

La serata non era stata piacevole come avevano sperato, soprattutto dopo il bellissimo pomeriggio sulla spiaggia.
Darla era di umore nero, e aveva trattato tutti con molta più freddezza del solito, mentre Drusilla si era tenuta completamente estranea ai discorsi, snobbando gli ospiti del suo ex compagno senza preoccuparsene minimamente.
Angel aveva cominciato ad essere insofferente per la situazione.
Era molto infastidito dall’atteggiamento della fidanzata, di cui cominciava a vedere difetti che prima aveva volutamente ignorato, e il suo umore era notevolmente peggiorato quando Buffy si era alzata dal tavolo per andare a chiamare Riley.
La ragazza, dal canto suo, aveva cercato questa scappatoia perché le era sembrata l’unica cosa da fare.
Vedere Darla vicino ad Angel la distruggeva, ma rendersi conto di quanto quei due fossero diversi, di quanto lui fosse speciale e lei povera di spirito e di cuore, la rattristava irrimediabilmente.
La testa di Spike ribolliva.
Ancora un minuto seduto al tavolo con Drusilla e sarebbe esploso.
Avrebbe tanto voluto dire che gli era indifferente, ma non era così.
Aveva amato quella donna, era stato a un passo dallo sposarla, e lei lo aveva lasciato, devastandolo.
Non era una cosa che avrebbe potuto dimenticare così facilmente, nemmeno se avesse voluto, e lui non era sicuro di volerlo.
Ricordare quanto aveva sofferto per lei, infatti, gli serviva a mettersi in guardia da quegli strani sentimenti che nutriva per la colta ricercatrice, che sedeva proprio di fronte a lui.
<< Ragazzi, vogliate scusarmi, ma sono davvero stanca>>
- aveva esclamato ad un tratto Willow, alzandosi dalla
sedia.
Ne aveva avuto abbastanza di Spike e Drusilla vicini, gomito a gomito -
<< La scorsa notte abbiamo fatto bisboccia e io non mi reggo in piedi.
Vado a dormire>>.
Tutti l’avevano ringraziata con gli occhi, in silenzio, per aver messo fine a quella riunione poco felice.





Spike si era da poco infilato sotto le lenzuola quando udì un debole ticchettio alla porta.
Willow era venuta sicuramente per parlare con lui, era ovvio…e giusto, ammise a se stesso.
Se non fosse venuta lei, sarebbe stato lui che l’avrebbe cercata e avrebbe chiarito tutto.
Adesso lei era lì, stava bussando alla sua porta, e anche con una certa insistenza, ma lui si sentiva bloccato:
cosa avrebbe dovuto dirle?
Che non poteva amarla perché ne aveva il terrore?
Che non poteva, ancora una volta, rischiare di perdere il suo cuore, ormai malandato?
Sentì la fronte imperlata di sudore, non si poteva certo dire che fosse un uomo che aveva il coraggio delle proprie azioni, non in quel momento almeno.
Quando girò la maniglia e aprì, il suo volto si ricoprì di un’espressione di stupore.
Drusilla era d’avanti a lui, in una mise dal significato piuttosto eloquente:
<< Non mi fai entrare, tesoro?>>,
chiese la donna, intrufolandosi nella camera senza aspettare.
<< Drusilla, posso sapere cosa ci fai qui?>>,
domandò Spike, con voce quasi stridula.
<< Sono venuta per te.
Ieri ho avuto un assaggio, oggi voglio il resto.
Ti piaceva così tanto questa guepiere…lo hai dimenticato?>>,
e così dicendo, fece scivolare via la vestaglia trasparente, che cadde a terra, mostrandola al suo vecchio amante.
Spike la guardò.
Era un uomo, e lei era una donna molto provocante e sexy…ed era la donna che aveva amato più di se stesso.
Drusilla interpretò come un invito lo sguardo di lui, e in attimo si avvinghiò alle sue labbra, avviluppandolo.




Willow stava giocando a carte sul letto con Buffy, ma il suo unico pensiero era Spike.
Doveva assolutamente sapere cosa provava il ragazzo per lei, o sarebbe impazzita.
Avrebbe voluto confidarsi con la sua amica, aprirle il suo cuore, ma non ci riusciva, era come bloccata.
Il pudore per essere stata lei a fare la prima mossa la faceva sentire male.
Buffy non l’avrebbe di certo giudicata…era lei il giudice più severo di se stessa.
<< Buffy io ho sete, scendo giù a prendere del latte…ti porto qualcosa?>>,
chiese velocemente, fingendo una calma che non aveva.
<< No grazie, Will, sto bene così.
Adesso mi metto subito a letto, e ti chiedo scusa sin d’ora se quando tornerai, mi troverai sicuramente addormentata>>,
rispose Buffy, rassicurando in questo modo l’amica su una sua eventuale sparizione, senza rendersene conto.
O almeno così credette Willow.
Buffy, infatti, si era accorta, la notte prima, che la ragazza non aveva dormito in camera.
L’aveva sentita rientrare, svestirsi in fretta, e sparire in bagno.
Naturalmente era successo qualcosa, ma doveva essere Willow a raccontarle tutto, quando sarebbe stata pronta.
Aprì piano la porta, per non fare rumore e non svegliare Xander e Cordelia, che dormivano nella camera accanto, quando sentì un’altra porta cigolare.
Guardò nella penombra del corridoio, mettendo a fuoco, e la vide: una Drusilla poco vestita stava uscendo dalla camera di Spike!
Cos’era stato quel tonfo sordo che era esploso nelle sue orecchie?
Era il suo cuore, che formate tante striscioline di dolore e nulla, era caduto a terra, schiacciato, morto.
Mio Dio, Spike!!!!
Come aveva potuto farle questo? Perché?
Lei era davvero così insignificante per lui da meritare di essere trattata come l’ultima delle amanti senza nome e senza volto?
Richiuse la porta, appoggiandosi con le spalle su di essa.
Un senso di nausea e di umiliazione la pervasero tutta, ma Buffy era lì, e lei non poteva assolutamente riversarle addosso un peso del genere:
<< Sai che muoio di sonno anch’io così tanto che ho deciso di rimandare il latte a domani?>>,
lentamente si sdraiò sul letto, schiacciò l’interruttore del lume, e immerse il viso nel guanciale freddo, piangendo lacrime personali e mute.




Anche la porta di Spike si richiuse.
Drusilla era andata via, via dalla sua vita, per sempre.
Si sentiva così libero!
Spaventato, inconsapevole…ma libero e dannatamente felice!
Mentre era tra le braccia di lei, immerso nella sua bocca, nei suoi baci, un’altra immagine aveva preso forma nella sua mente.
I contorni, prima sfocati, poi pian piano più marcati e netti, andavano delineandosi, mostrando ai suoi occhi un altro corpo e un altro viso.
I capelli, scarlatti e vivi, incorniciavano un ovale latteo e candido.
Le braccia morbide e profumate di un’essenza preziosa e unica, lo avvolgevano, riscaldandolo.
Willow era accanto a lui, e lo stava amando.
Aprì gli occhi in un istante, e capì.
Allontanò Drusilla con un braccio, e si rialzò dal letto, impaziente:
<< Vattene Drusilla, esci fuori dalla mia vita. Ora>>.
La donna, che prima lo aveva guardato sconvolta, aveva via via assunto un’espressione di sdegno, che la pervadeva incontrollabilmente:
<< Tu devi essere completamente impazzito, Spike>>,
esclamò lei, furente.
<< Su questo non posso che darti ragione, mia cara.
Devo proprio essere impazzito se ho potuto, ancora una volta, cadere nella tua rete.
Ma sono stato così fortunato da trovare un dolce rimedio a questa follia, e sono guarito: sono innamorato di un’altra donna, e devo ringraziare te per avermi aperto gli occhi.
Ero così cieco!
Ma si è sempre in tempo per recuperare>>
- e accompagnandola alla porta, dopo averle raccolto la vestaglia da terra –
<< Senza rancore, signora!>>




Avevano ancora due giorni da passare tutti assieme, per godere della meravigliosa compagnia che avevano saputo regalarsi.
Qualcuno, però, aveva fatto piani diversi.
Darla aveva telefonato a suo padre e lo aveva convinto a richiamare il suo fidanzato a New York, per un lavoro tanto urgente quanto completamente inventato.
Non era necessario dare delle spiegazioni al caro e affettuoso paparino: lui la accontentava sempre, in ogni suo capriccio.
Quella Buffy stava diventando pericolosa.
C’era qualcosa che non andava in Angel, lei lo aveva avvertito, ma non gli era stato chiaro fino alla disdicevole scena sulla spiaggia.
Sembrava uno stupido quindicenne alla sua prima cotta che faceva le lotte con la sua bella!
Se la signorina Summers pensava di potersi prendere il suo ragazzo, era davvero una povera illusa…non sapeva quanto!
Angel gli apparteneva, in tutto.
Stavano insieme da moltissimi anni, erano amici di famiglia.
Non solo era legato a lei dall’essere socio di suo padre, ma lo era anche, e a doppio taglio, perché il vecchio signor Malahide non avrebbe mai accettato che lui sposasse qualcuno che non fosse Darla.
E lei lo sapeva.
Conosceva l’influenza che il padre di Angel aveva su di lui, il dominio che esercitava sulla sua volontà.
Willow aveva chiesto un passaggio ad Angel, perché aveva del lavoro urgente che non poteva essere portato avanti senza di lei.
In realtà, non poteva stare in quella casa un solo minuto di più.
Se non si fosse presentata la fortunosa occasione di tornare a New York con il giovane avvocato, avrebbe comunque lo stesso addotto una scusa a Buffy per convincerla a rientrare.
Stare sotto lo stesso tetto di Spike e Drusilla la soffocava.
Non sapeva che quest’ultima aveva lasciato la villa proprio poche ore prima di lei.
Non poteva guardare l’uomo che amava, con cui aveva fatto l’amore e che poi era stato con un’altra, e fare finta di nulla…sarebbe esplosa.
Aveva bisogno di tempo…di tempo e di solitudine per riordinare le idee, per fare pace con se stessa.
Buffy capì che qualcosa non andava, ma la appoggiò:
la sua amica era così puntigliosa e ligia al dovere che era stato davvero un miracolo averla con loro per due giorni!
Le spiegazioni di Buffy, unite alla spensieratezza di Willow, che sorrideva e faceva battute come al solito, calmarono Spike.
Per un attimo aveva creduto che lei stesse scappando da lui, che non volesse più vederlo.
Certo, a causa di questo imprevisto avrebbe dovuto aspettare un po’ per dichiararle i suoi sentimenti, ma l’impazienza che sentiva nascere dentro era placata dalla consapevolezza che presto sarebbero stati assieme, e lui sperava, felici.




Giorno 4 era arrivato, e con esso il momento di rientrare a New York per il resto della piccola comitiva di Long Island.
Ciascuno di loro aveva un lavoro ad attenderli, e Buffy aveva anche una sorella a cui badare, e un fidanzato che sarebbe presto tornato a casa, da lei.
Spike le aveva dato un passaggio, e la stava aiutando a prendere i bagagli dal cofano.
<< Entra Spike, ti offro qualcosa da bere, devi essere assetato e a pezzi per il viaggio>>,
invitò Buffy, con gentilezza.
<< Accetterei volentieri Buffy, grazie, ma purtroppo sono in ritardo per un appuntamento col procuratore capo.
Il mio cerca persone sta letteralmente urlando!>>,
rispose il ragazzo, assumendo un’espressione terrorizzata che fece ridere di cuore l’amica.
<< Va bene, d’accordo, va’ pure.
Non vorrei che perdessi il lavoro per colpa mia>>
- aggiunse, strizzandogli un occhio –
<< ma mi raccomando, non dimenticare che vi aspetto a cena Venerdì sera>>.
<< Angel non mancherà sicuramente, e neanche io>>,
concluse Spike maliziosamente mentre risaliva in macchina, restituendole l’occhiolino.

 
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