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Capitolo 10

August 10 2004 at 11:31 AM
marirana  (Login marirana)


Response to [Buffy/Angel, AU, PG-13, Romance] La scelta dell'anima *Disclaimer*

 
Capitolo 10

<< Buffy, oh mio Dio…Buffy!!!!!!>>,
gridò Dawn, eccitatissima, mentre correva per le stanze della casa, cercando la sorella.
<< Ehi, ma che succede?>>,
rispose la ragazza bionda, in accappatoio, precipitandosi giù per le scale con il volto affannato e preoccupatissimo.
Dawn, che si era fermata al centro del salotto con il cordless in mano, aveva uno sguardo luminoso e raggiante:
<< Indovina chi ha appena chiamato?!
No, è inutile questo gioco, non potresti mai indovinare sul serio, a meno che tu non abbia una sfera magica e…>>.
<< Dawn non tenermi sulle spine!>>,
sbottò Buffy, che nel frattempo aveva bagnato tutto il pavimento coi piedi nudi e umidi.
La ragazzina assunse un tono solenne e cerimonioso:
<< Dottoressa Summers, ho il piacere di presentarle il futuro giudice Dawn Summers, Harvard, classe 2008>>,
e fece un inchino.
Buffy strabuzzò gli occhi e, eccitata al pari della sorella, balbettò:
<< Cosa…come…ti hanno presa ad Harvard?
Ma è meraviglioso!
Lo sapevo che ce l’avresti fatta, sei la migliore!>>
- e si abbracciarono saltellando e urlando come due bambine -
<< Però non capisco cosa c’entra il telefono.
Non dovresti aver ricevuto una lettera, piuttosto?>>,
chiese dubbiosa, portandosi un dito sulla guancia.
<< Beh, qui viene il bello, sorellina.
Non è arrivata nessuna lettera, quella arriverà a Primavera, più o meno.
Ha appena chiamato la segretaria del rettore e mi ha fissato un appuntamento, tra due settimane, per farmi visitare il college!
Mi ha detto, testualmente:
“Saremmo molto felici di averla qui, per conoscerla di persona e darle modo di familiarizzare con l’ambiente.
Il suo curriculum scolastico è veramente notevole e Harvard è sicuramente il college che fa per lei”.
Io non posso crederci Buffy, è assolutamente sensazionale che mi abbiano invitata, e non sto più nella pelle, anche se devo ammettere che non so come spiegarmelo>>.
<< Angel…è stato Angel>>
- rispose Buffy a voce bassa, mentre i suoi occhi si coprivano di un velo trasparente e lucido –
<< avevo sentito parlare Spike, una volta, sul fatto che il padre di Angel fosse un pezzo grosso della didattica legislativa, a proposito di saggi o qualcosa del genere, non ricordo, ma non avevo collegato le cose, non fino ad ora almeno.
Se tu vieni presa ad Harvard, è grazie alla tua bravura, su questo non ci piove.
Se non fossi all’altezza, non ci sarebbero raccomandazioni che potrebbero farti entrare.
Ma se la segretaria del rettore ti telefona a casa e ti invita al college come se tu fossi la figlia di un uomo che conta nell’ambiente, allora dietro deve esserci qualcuno che ha premuto perché tu venga trattata con il massimo privilegio, e quel qualcuno è Angel>>.
La bocca di Dawn si aprì in un larghissimo sorriso, misto di stupore e riconoscenza:
<< Se Angel ha fatto questo per me, deve proprio volerti molto bene Buffy>>,
esclamò innocentemente, come se quella fosse la motivazione più naturale e ovvia.
E, in effetti, lo era.
Buffy arrossì e rispose al sorriso di Dawn con un sorriso ancora più grande e pieno di giubilo: forse Angel provava davvero qualcosa per lei.





I riscaldamenti non andavano e Angel aveva chiesto alla segretaria di chiamare l’addetto alla manutenzione: in quello studio si gelava.
Aveva da poco finito di parlare al telefono con Spike.
Ultimamente il suo amico non era più lo stesso; questa storia con Willow lo aveva ridotto anche peggio di Drusilla e del suo tradimento a una settimana dalle nozze.
Avrebbe tanto voluto fare di più per lui, ma l’unica cosa che poteva offrire all’amico era ascoltarlo e lasciarlo sfogare, perché ne aveva veramente bisogno.
L’interfono suonò.
<< Mi dica Sally>>
<< La signorina Summers desidera riceverla. Non ha un appuntamento…>>
<< La faccia passare immediatamente, grazie>>,
rispose Angel, con agitazione, ma improvvisamente felice.
Tutto il malumore era passato in un lampo.
Buffy era lì, pochi secondi e l’avrebbe rivista, finalmente…non poteva crederci.
Era passato solo qualche giorno da quando era andato a trovarla a casa sua, eppure sembrava così lontano.
Non aveva potuto cercarla, chiamarla al telefono anche solo per sentire la sua voce.
Che scusa avrebbe potuto usare per farlo?
Come poteva stare con lei sempre, e non farle capire quello che provava?
Si chiese come mai lei fosse venuta qui, nel suo studio.
Forse voleva parlargli di Willow e Spike, di quello che era successo tra loro, del fatto che i loro rapporti si fossero raffreddati bruscamente, nonostante avessero detto di volere il contrario.
La vide entrare accompagnata dalla sua segretaria.
Era bellissima, come sempre, e come sempre il suo cuore vacillò.
Il suo effetto su di lui fu più violento, inaspettato.
La giacca lunga al ginocchio, in bluquet, si apriva d’avanti, lasciando scoperto un abito scuro.
Gli stivali, dello stesso colore del vestito, avevano un sottile tacco a stilo argentato, come la fibbia della baguette che teneva in mano.
I capelli erano raccolti, ma delle ciocche ribelli le incorniciavano il viso, completandola.
<< E’ un piacere vederti, Buff.
Ti trovo molto bene>>,
esclamò Angel porgendole la mano e facendole segno di accomodarsi sulla poltrona di fronte alla sua scrivania.
Avrebbe voluto dirle “stupenda”, “incantevole”, “meravigliosa”, come gli occhi e il cuore gli avevano suggerito, ma era stata la sua testa a parlare.
Buffy rispose al saluto, e strinse la mano di lui sulle sue, trattenendola:
<< Angel…non so davvero come ringraziarti per quello che hai fatto per Dawn.
Io…io non ho parole.
Grazie di cuore>>.
Il giovane avvocato sbatté più volte le palpebre, sfuggendo lo sguardo della ragazza:
<< Non so a cosa ti riferisci, Buff>>,
mentì spudoratamente.
Come faceva a sapere che era stato lui?
Aveva espressamente richiesto che la cosa non saltasse fuori, nella maniera più assoluta.
Il vecchio rettore gli aveva assicurato che Dawn avrebbe avuto un trattamento impeccabile, ma senza sapere perché;
era il suo padrino, nonché amico di vecchia data di suo padre, ma questo Buffy non poteva di certo saperlo.
<< Mia sorella è stata accettata a Harvard.
La segretaria del rettore ha telefonato per invitarla lì, tra due settimane.
So che ci sei tu dietro a tutto questo, anche se negherai fino all’evidenza…ma non importa.
Mi va bene la tua risposta, diciamo pure che tu non c’entri.
Voglio però che tu sappia che hai reso felice mia sorella come non la vedevo da tanto tempo.
Il divorzio dei nostri genitori le aveva minato il sorriso, e la morte di mia madre glielo aveva portato via definitivamente, ma tu glielo hai restituito, gli hai regalato una speranza…e questo per me significa veramente molto Angel.
Ti sono infinitamente grata, per tutto>>
- aveva parlato con tutta la passione che aveva in corpo.
Se solo avesse potuto essere pienamente sincera!
Dirgli quanto lo rispettava, quanto lo ammirava per la sua umanità, per la sua modestia, per la sua timidezza, per quel suo essere così premuroso e attento, sempre, con tutti…
Dirgli quanto lo amava? -
<< Adesso non dire nulla, dimentichiamoci di Harvard.
Sono venuta qui come ambasciatrice di Dawn per invitarti al suo diciottesimo compleanno, la prossima settimana.
Si aspettava di vederti alla cena dell’altra sera, e quando le ho detto che non saresti venuto, c’è rimasta malissimo.
Voleva ringraziarti per la maglietta e invitarti personalmente, ma visto che non ha potuto, ha delegato me.
Sarà una serata molto informale, ha deciso così.
Vuole circondarsi solo degli affetti più cari e festeggiare con un pezzo di torta e quattro salti nel nuovo locale che hanno aperto nella 7° strada, il “circus”.
Ci sarà anche Spike, o almeno spero.
Ultimamente è sparito>>.
Angel quasi si commosse a quel “circondarsi solo degli affetti più cari”.
Era molto bello per lui essere considerato importante per Dawn…e per Buffy.
Quand’è che si era innamorato così perdutamente e irrimediabilmente di lei?
Qual’era stato il momento in cui il cuore aveva lasciato il suo petto per seguirla?
Lui la amava, con tutta l’anima, semplicemente.
Buffy era la sua aria, il motivo per cui si alzava la mattina, felice di un nuovo giorno, la ragione di una gioia nuova e insperata, che da molti anni non albergava più nella sua vita, ma che ora era rinata e si annidava nelle sue viscere, alimentandolo.
La amava teneramente, con tutto se stesso, e se solo avesse potuto, per lei avrebbe fermato il mondo, chiesto alle stelle di illuminarla anche di giorno, e mosso il mare a formare una cappa cristallina per donarle una dimora di ninfa.
Ma lui non poteva dimostrargli nulla.
Buffy era legata a un altro uomo, e questa era la realtà dei fatti.
Angel aveva già meditato, in cuor suo, di lasciare Darla, al più presto; stava aspettando l’occasione migliore per evitare più danni del dovuto.
Non poteva continuare a stare con una donna che non aveva mai amato, ora che aveva imparato il significato di questo sentimento.
Fino a quando non aveva conosciuto l’amore, aveva potuto rassegnarsi a non viverlo…come un cieco che non ha mai conosciuto i colori e brama di vederli e si strugge, ma non saprà mai cosa ha veramente perso.
Adesso il suo cuore amava, viveva, e non avrebbe più potuto sopportare le tenebre.
<< L’ho sentito proprio dieci minuti fa al telefono, e mi ha accennato della festa di Dawn.
Verrà, e io sicuramente non potrò mancare>>,
sorrise Angel, e forse, per la prima volta, anche i suoi occhi ridevano.





Lindsay era arrivato da poco, quella mattina.
La sveglia non aveva suonato, e ogni qualvolta si svegliava tardi, la sua giornata cominciava male e il suo umore si colorava di nero, rendendolo intrattabile fino a sera.
Entrò nello studio di Angel senza farsi annunciare.
Doveva fargli vedere delle pratiche urgenti, e non aveva né il tempo né la voglia di dare considerazione alla vecchia segretaria, che inutilmente aveva cercato di bloccarlo.
<< Signorina Summers…Buffy…che piacere vederti!
Avevo dimenticato quanto fossi incantevole>>,
esclamò l’uomo, meravigliato, non appena vide la ragazza.
Buffy provò un senso di leggero fastidio:
quell’uomo non le piaceva molto, era un adulatore troppo calcolato, e questa cosa la faceva sempre stare in guardia.
Angel, dal canto suo, sentì le tempie ghiacciarsi e pulsare dalla rabbia.
Lindsay McDonald era un soggetto pericoloso e viscido, e non doveva avvicinarsi a Buffy nemmeno per un attimo.
<< Lindsay, come vedi sono occupato…possiamo parlarne dopo>>,
la voce di Angel era risuonata fredda e tagliente.
<< Oh non fa nulla Angel, stavo andando via.
Devo andare a lavoro, ho un primo appuntamento per le dieci>>
- si intromise Buffy, cercando di addolcire Angel con un sorriso dolce.
Poi, rivolta all’altro uomo –
<< sono solo venuta per invitare il tuo collega per il compleanno di mia sorella, Venerdì prossimo.
Contenta anche io di averti rivisto, Lindsay>>,
e si avviò alla porta, seguita da Angel, che frattanto si era alzato per accompagnarla:
<< Ci vediamo al “Circus” allora.
geBuona giornata>>.
Il solito sorriso perverso e maligno di Lindsay apparve sul volto dell’uomo, mentre guardava la snella figura bionda allontanarsi verso l’ascensore:
il “circus” era giusto il posto in cui sarebbe andato il prossimo Venerdì, visto che lo aveva deciso proprio in quel preciso momento.

 
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