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Capitolo 11

August 10 2004 at 11:32 AM
marirana  (Login marirana)


Response to [Buffy/Angel, AU, PG-13, Romance] La scelta dell'anima *Disclaimer*

 
Capitolo 11

Il giovane Malahide entrò nel locale seguito di qualche passo da una Darla imbronciatissima.
La donna, quando Angel le aveva comunicato di non poter uscire con lei quella sera perché doveva andare a una festa di diciotto anni, aveva dapprima riso sguaiatamente…
Non poteva crederci: che pezzo si era persa per strada?
Il suo compagno trentaduenne, un brillante avvocato proveniente da una delle famiglie più prestigiose di New York, saltava una cena con amici in uno dei ristoranti più esclusivi del centro per andare al compleanno di una ragazzina…
Questo non era davvero possibile.
Quando però aveva saputo che la ragazzina in questione era una certa Dawn Summers, l’ilarità si era immediatamente trasformata in collera allo stato puro: ancora una volta lei…Buffy!
Da qualsiasi punto di vista guardasse la cosa, Darla vedeva chiaramente tutto per ciò che era realmente…Angel era attratto da quella donna, senza la minima ombra di dubbio.
Accompagnarlo alla festa era stata la cosa più naturale da fare.
Purtroppo non poteva impedirgli di parteciparvi, ma quello che poteva fare, e che avrebbe fatto, era controllarlo, essere sempre presente, non lasciare campo libero all’altra, la minaccia.
Buffy era seduta su uno sgabello, al bancone del bar, e chiacchierava con Riley e Willow, mentre il signor Giles e Spike, poco distanti, scattavano foto a Dawn e al suo ragazzo.
Lo vide subito…aveva portato Darla.
In effetti aveva immaginato che sarebbe venuta anche lei, era scontato, ma un’espressione di disappunto si dipinse ugualmente sul suo viso.
Tuttavia durò poco perché non poté fare a meno di notare quanto Angel fosse sexy, con quella giacca lunga di pelle nera, e di sorridere per questo.
Era abituata a vederlo sempre impeccabile e finemente vestito, con un’eleganza ricercata e fuori dal comune che gli donava perfettamente: Angel era la classe e il gusto uniti assieme in un corpo magnifico.
Stasera invece era informale.
Indossava dei jeans slavati a vita bassa che gli aderivano in ogni parte e che risaltavano i muscoli torniti delle cosce.
La maglia bianca, a manica lunga, lasciava intravedere i pettorali scolpiti dalla mano di un artista, e Buffy si scoprì a pensare la sua mano su di lui, vogliosa.
Scacciò quei pensieri dalla mente, in un lampo.
Doveva davvero finirla con questa storia, o la sua immaginazione galoppante l’avrebbe sicuramente portata alla rovina.
Appena Spike vide l’amico, si avvicinò al gruppo, che nel frattempo si era allargato con l’arrivo di Cordelia e Xander.
Dopo i vari saluti e gli auguri alla festeggiata, la compagnia si era nuovamente dispersa nel locale, che andava affollandosi sempre più.
Willow e Spike si evitavano accuratamente e nemmeno in maniera troppo velata, tanto che gli altri si erano accorti che c’era qualcosa che non andava, anche se non conoscevano direttamente i fatti.
Così, mentre la ragazza stava con Buffy e Riley, Spike si era seduto, qualche tavolo dopo, con Angel e Darla, e sorseggiava un analcolico alla fragola.
<< Dannazione, il cercapersone!>>
- inveì d’un tratto Riley –
<< tesoro, vado a telefonare fuori, ma credo che la mia parte per festeggiare Dawn finisca qui>>,
concluse con tono triste, e si alzò per cercare un posto meno rumoroso.
Buffy annuì col capo, e gli toccò un braccio affettuosamente, poi si rivolse all’amica accanto, riprendendo un discorso che avevano cominciato quel pomeriggio a casa di Willow:
<< Sapevo che era successo qualcosa ma non volevo forzarti a dirmi nulla senza che partisse da te>>.
<< Per questo ti voglio bene, Buffy.
Tu aspetti i miei tempi, sei discreta…sei la mia migliore amica!>>,
rispose Willow con tenerezza.
Aver parlato di Spike a Buffy l’aveva fatta sentire meglio, senza pesi, anche se l’angoscia e il senso di perdita erano delle sensazioni che ancora non l’avevano abbandonata, e si chiese quanto tempo doveva passare perché ciò accadesse.
Spike, dal canto suo, la osservava da lontano, e il suo bisogno di apparire tranquillo e disinteressato agli occhi di lei, lo rendeva invece alquanto apatico e scostante con tutti.
Non era di certo il solito ragazzone allegro e brillante che animava le serate!
Alla fine Riley era veramente dovuto andare via.
L’ospedale lo aveva chiamato per un’urgenza e lui, dopo aver baciato Dawn ed essersi scusato con lei, aveva preso la macchina ed era andato a fare il suo dovere di medico.
Giles chiamò Willow in disparte e si mise a confabulare con lei per decidere il momento giusto in cui far uscire la torta.
Buffy aveva distratto Dawn per evitare che sentisse, ma quando quest’ultima era stata chiamata da Cordelia per l’ennesima foto, la ragazza bionda era rimasta sola al centro della sala.
Decise allora di andare da Spike.
La verità era che voleva avvicinarsi ad Angel, parlare con lui.
Non riusciva a spiegarsi come fosse possibile, ma gli mancava.
Erano stati distanti buona parte della serata per forza di cose: Willow e Spike da una parte e Darla dall’altra.
La donna altezzosa e snob sicuramente non gradiva molto la loro presenza, e ne aveva dato prova più di una volta.
Ma adesso sentiva di non poter stare lontana da lui un secondo di più.
Anche se solo per un momento, aveva bisogno di ascoltare la sua voce, di sentire la sua presenza vicino a lei.
<< Ciao Buffy!
Vorrei poterti mentire e dirti che è una sorpresa vederti, ma sapevo benissimo che eri in questo locale stasera>>,
una voce conosciuta arrivò alle sue orecchie, proprio quando era totalmente assorbita dal pensiero di Angel.
<< Lindsay…ciao>>
- rispose una Buffy meravigliata -
<< Beh, io invece posso dirti che lo è, per me>>.
<< Come sempre, sei un incanto…>>,
continuò l’uomo con voce melliflua.
Le aveva fatto capire chiaramente che era venuto per lei, e questa cosa, invece di adularla, la infastidiva parecchio, e non era per rispetto a Riley.
Doveva ammettere a se stessa che anche se non aveva mai tradito fisicamente il suo ragazzo, il rispetto per lui lo aveva perso per strada da molto tempo ormai, precisamente proprio nella strada del tribunale dove aveva avuto un incidente, ed Angel era entrato nella sua vita.
Il suo impulso fu quello di scappare, correre dall’uomo di cui si era innamorata irrimediabilmente, e perdersi tra le sue braccia.
La sua parte razionale stava rapidamente perdendo il dominio su di sé, per lasciare posto ai sentimenti che urlavano il loro bisogno di lui.
Ad un tratto il suo sguardo incrociò quello di Darla.
La donna stava guardando proprio nella sua direzione con occhi da gatta selvaggia, e continuando a guardarla, si lanciò sul ragazzo che sedeva di fronte a lei, avvinghiandolo in un bacio.
Aveva marchiato il suo territorio: Angel era suo, e di nessun’altra.
Buffy vacillò.
Un torrente in piena la stava investendo, e lei non aveva alcun riparo per il suo cuore.
Chiuse gli occhi per non vedere, ma quell’immagine era dentro la sua testa, ossessionandola, mordendola, annientandola.
L’uomo accanto a lei le chiese di ballare, e lei accettò.
Aveva bisogno di qualcuno per sostenersi, per non cadere…e per la seconda volta ballava con lui, sempre per il medesimo motivo: scappare da Angel e dal dolore.
Angel allontanò Darla con un braccio, non aveva risposto al bacio:
<< Che ti prende?>>,
esclamò con un’espressione stupita.
<< Non posso nemmeno baciare il mio ragazzo?
Non ti ho mai chiesto il permesso per farlo, non ce n’è mai stato bisogno prima.
Da quando ti danno fastidio le effusioni in pubblico?>>,
chiese lei sfidandolo.
<< Da ora>>,
rispose Angel asciutto, e si alzò dalla poltrona, incontrando uno Spike piuttosto divertito, che lo applaudì con lo sguardo.
Si girò per andare a cercare Buffy, e la vide.
Sbatté le palpebre, come ferito da una visione cruda e sanguinolenta che lo nauseava.
La testa vorticava pericolosamente.
Buffy stava ballando con Lindsay, e si muoveva in maniera sensuale e provocante.
La mano dell’uomo si adagiava sul fianco di lei accarezzandolo,
mentre si vedeva chiaramente che i suoi occhi la spogliavano… e lei lo lasciava fare!
Nel stesso momento, Darla si era allontanata per cercare un bagno, lasciando aperta la visuale a Spike, che aveva notato sia la scena di Buffy che la faccia livida dell’amico.
Si era alzato in fretta non appena aveva visto Angel dirigersi minacciosamente verso di loro, e lo aveva bloccato appena in tempo per un braccio, e portato di nuovo al tavolo.
Proprio quando Angel si era seduto di nuovo, Buffy si girò verso il tavolo dove lo aveva lasciato, tra le braccia di Darla, e vide che invece era solo; Spike, infatti, si era alzato per andare a prendere da bere.
Ringraziò Lindsay per il ballo e la compagnia, e congedatasi da lui, si diresse verso Angel, che la stava guardando:
<< Ehi, ti hanno lasciato solo soletto?>>,
esclamò la ragazza, con un sorriso radiosissimo.
Finalmente poteva stare un po’ con lui, poteva parlargli, scherzare.
Lo sguardo del giovane avvocato era indecifrabile, di gelo:
<< Già.
E anche a te, almeno così credevo.
Ma non hai aspettato molto a consolarti…com’è che si dice…quando il gatto non c’è…?>>
La bocca di Buffy cadde in un’espressione di meravigliato sconforto.
Una quantità infinita di lame la stava tagliando in tante piccole parti, e si sentì mancare.
Gli occhi le si riempirono di lacrime, e giratasi di scatto, fuggì via.
Perché Angel le aveva parlato così?
Perché il suo tono era stato così duro e le sue parole così offensive e allusorie?
Mentre correva attraversando il locale, Buffy ammise tra sé che aveva ballato con Lindsay proprio per ripicca.
Aveva visto Angel con Darla e la gelosia l’aveva accecata.
Non aveva riflettuto, e d’impulso s’era quasi buttata tra le braccia di quell’uomo, sperando di ferire Angel come lui aveva ferito lei.
Forse c’era riuscita.
Forse Angel era geloso di lei, la sua rabbia e il tono con cui le aveva parlato potevano essere spiegati solo così.
Questo però non poteva consolarla, perché ciò non toglieva che lui fosse legato a un’altra donna, che continuasse a stare con lei, che dormisse con lei…tutte le notti…quando invece Buffy non riusciva più a farsi toccare da Riley!
Il freddo della sera la colpì in pieno, indossava solo una maglietta sottile, non aveva avuto il tempo di prendere la giacca, non ci aveva nemmeno pensato in effetti.
Udì dei passi alle sue spalle, poi una voce profonda, dolcissima:
<< Buff, mi dispiace…davvero…non so cosa mi è preso.
Non avevo il diritto di trattarti così, di dirti quelle cose…mi dispiace veramente tanto…scusami>>.
Era vicinissimo a lei, Buffy poteva sentire il respiro di lui sui suoi capelli.
Si girò lentamente.
Le lacrime le rigavano le guance, scendendo copiose e ribelli:
<< E’ così…non avevi nessun diritto!!!
Come puoi dirmi queste cose se proprio tu stavi baciando Darla un attimo prima?>>.
Buffy si accorse immediatamente della gaffe: Darla era la ragazza di Angel, era normale che lui la baciasse…aveva scelto un paragone inappropriato e poco felice, aveva praticamente detto ad Angel che era gelosa di lui!
Si girò di scatto, dandogli nuovamente le spalle, e fece qualche passo in avanti per mettere della distanza da loro.
Angel era sconvolto.
Lui sapeva di amare Buffy, ecco perché era geloso marcio di lei, e averla vista con quell’uomo gli aveva fatto perdere del tutto la capacità di ragionare.
Ma adesso Buffy si era esposta, rivelandogli di provare lo stesso fastidio, la stessa gelosia…allora anche lei lo amava!
La vide girarsi di scatto e dargli le spalle, allontanandosi da lui.
Non lo avrebbe permesso, non più.
In un attimo la afferrò per un braccio, e prendendola per la vita, la attrasse a sé in un caldo bacio.
Buffy sgranò gli occhi per lo stupore e la meraviglia, ma durò un istante.
Il suo corpo, prima rigido e nervoso, si abbandonò immediatamente alla stretta vigorosa di lui, assecondandola, aderendo perfettamente al suo petto, al suo abbraccio.
Le sue mani circondarono il collo di Angel a formare un arco d’amore e di desiderio che lo avviluppava.
La sua bocca esplose in quella di lui, cercandola, esigendo, donando, esigendo ancora.
Stavano facendo l’amore con un bacio!
Quell’incontro racchiudeva un desiderio che avevano accumulato per mesi, che li aveva lacerati e afflitti dentro, rendendoli pazzi e bisognosi l’uno dell’altra.
Finalmente il sentimento aveva spezzato gli argini, e l’amore era sgorgato fuori trascinando via paure, insicurezze, tristezze, avvilimenti.
Finalmente il loro sapore si ritrovava nella bocca dell’altro, si amalgamava, si fondeva, si mischiava, come era giusto che fosse.
Si staccarono per riprendere fiato, con il cuore in tumulto.
La labbra di Buffy, gonfie e morbide, pulsavano di vita propria.
La ragazza le toccò con le dita e le sembrò di avere ancora le labbra di Angel addosso.
Poi lo guardò e si sconvolse per ciò che vide.
Lei amava quell’uomo!
Non aveva mai capito cosa fosse amare, prima di quel momento.
Aveva dormito un sonno calmo nel limbo dei sentimenti, e adesso si era svegliata e stava vivendo il vero paradiso del cuore!
Ecco cos’era amare qualcuno, desiderarlo al punto tale da avere le gambe molli e le guance rosse per la scoperta, pensare che il mondo cominciasse e finisse dentro quelle braccia, dentro quelle mani che voleva disperatamente addosso.
Ecco cos’era la passione, il bisogno, l’alimento della vita!
<< Buff, ma…ma tu stai tremando!>>,
notò Angel con voce preoccupata.
Quella voce!
Era un balsamo per la sua anima…un’arpa suonata da una ninfa…la musica stessa creata per le sue orecchie.
Il ragazzo si avvicinò a lei, voleva abbracciarla, scaldarla, proteggerla…e prendersi cura di lei…e amarla per sempre.
Buffy invece indietreggiò.
Era troppo sconvolta per parlare, e se si fosse lasciata andare tra quelle braccia ancora una volta, non sarebbe più riuscita a staccarsi, a fare la cosa giusta.
E lei, prima di ogni cosa, doveva parlare a Riley, rompere con lui.
Quel ragazzo non si meritava di essere tradito, almeno questo glielo doveva.
Indietreggiò guardandolo negli occhi, intensamente.
Poi, con un gesto rapido, scappò via da lui, ancora una volta.
<< Buff, dobbiamo parlare!>>,
la voce di Angel, disperata, la raggiunse in un lampo, ma lei aveva già varcato la porta a vetri e stava disperdendosi tra la folla.

 
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